Oltre duecento spettatori per i 50 anni del Bristol
Savignano. Un folto pubblico ha festeggiato il mezzo secolo di vita del cinema Come nel ’67 proiettato “Dio perdona, io no” con Bud Spencer e Terence Hill
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SAVIGNANO. È stata una grande festa, alla presenza di oltre 200 persone, quella che giovedì scorso ha organizzato il cinema Bristol di Savignano, per celebrare i 50 anni di attività. E proprio nell’anniversario esatto dell’apertura – era il 7 dicembre del 1967 – è stato proiettato l’altra sera il primo film che fu proiettato anche allora: “Dio perdona, io no”, di Giuseppe Colizzi, che segnò tra l’altro l’inizio del fortunatissimo sodalizio della coppia Bud Spencer – Terence Hill, al secolo Carlo Pedersoli e Mario Girotti.
Molto soddisfatto del traguardo raggiunto Flavio Baldoni, titolare del cinema assieme alla sorella Augusta: «È stata una vera casualità il fatto che la mia famiglia si trovasse ad avere a che fare con il cinema. Mio padre Bruno e mio zio Francesco costruivano infatti cucine a gas a Soliera, poi entrarono in società con Paride Bagnoli, deciso a investire su un cinema. Tuttavia, Bagnoli morì poco dopo, lasciando mio padre e mio zio a gestire un cinema senza che avessero alcuna esperienza. Alla fine andò bene e, negli anni, l’attività è poi passata alla seconda generazione, con me e mia sorella. Anche oggi il cinema Bristol sta andando bene e, con questa serata, abbiamo realizzato un sogno». Per l’occasione, prima della proiezione del film (in pellicola, e non su supporto digitale, proprio come una volta), l’attore Andrea Santonastaso ha presentato l’introduzione alla serata che, oltre all’intervento di Flavio Baldoni, ha visto anche quelli di Pierluigi “Gigi” Albertini sulla storia dei cinema a Vignola e dintorni e di Alessandro Colizzi, figlio di Giuseppe, che ha spiegato alcuni curiosi retroscena del film “Dio perdona, io no” e di una delle coppie più amate di sempre del cinema italiano, quella appunto di Bud Spencer e Terence Hill. Accennando a ciò che avveniva nei primi anni del Novecento a Vignola e dintorni, Albertini ha raccontato del successo riscosso dai “baracconi del teatro viaggiante”, che si fermavano da queste parti per San Decenzio o per Sant’Antonio e che proiettavano delle specie di ombre cinesi. La “ars magna” del cinema esordì a Vignola nel 1905, e ovviamente si trattava di cinema muto. In epoca fascista anche a Vignola i cinema cambiarono nome (da “Trionfo” a “Impero”) e non mancarono pure le censure, da quelle politiche a quelle legate al senso del pudore (è rimasto agli atti un intervento dei carabinieri per rimuovere alcuni manifesti dell’attrice Rina De Liguoro, considerati troppo licenziosi). Al 1937 risale l’apertura dello storico cinema Giardino, al 1952 quella dell’Ariston, poi entrambi chiusi. Del 7 dicembre 1967 è invece l’apertura del cinema Bristol, omaggiato l’altra sera da tanti applausi ben augurali da parte del pubblico. A conclusione della serata, Torta Barozzi per tutti.
Molto soddisfatto del traguardo raggiunto Flavio Baldoni, titolare del cinema assieme alla sorella Augusta: «È stata una vera casualità il fatto che la mia famiglia si trovasse ad avere a che fare con il cinema. Mio padre Bruno e mio zio Francesco costruivano infatti cucine a gas a Soliera, poi entrarono in società con Paride Bagnoli, deciso a investire su un cinema. Tuttavia, Bagnoli morì poco dopo, lasciando mio padre e mio zio a gestire un cinema senza che avessero alcuna esperienza. Alla fine andò bene e, negli anni, l’attività è poi passata alla seconda generazione, con me e mia sorella. Anche oggi il cinema Bristol sta andando bene e, con questa serata, abbiamo realizzato un sogno». Per l’occasione, prima della proiezione del film (in pellicola, e non su supporto digitale, proprio come una volta), l’attore Andrea Santonastaso ha presentato l’introduzione alla serata che, oltre all’intervento di Flavio Baldoni, ha visto anche quelli di Pierluigi “Gigi” Albertini sulla storia dei cinema a Vignola e dintorni e di Alessandro Colizzi, figlio di Giuseppe, che ha spiegato alcuni curiosi retroscena del film “Dio perdona, io no” e di una delle coppie più amate di sempre del cinema italiano, quella appunto di Bud Spencer e Terence Hill. Accennando a ciò che avveniva nei primi anni del Novecento a Vignola e dintorni, Albertini ha raccontato del successo riscosso dai “baracconi del teatro viaggiante”, che si fermavano da queste parti per San Decenzio o per Sant’Antonio e che proiettavano delle specie di ombre cinesi. La “ars magna” del cinema esordì a Vignola nel 1905, e ovviamente si trattava di cinema muto. In epoca fascista anche a Vignola i cinema cambiarono nome (da “Trionfo” a “Impero”) e non mancarono pure le censure, da quelle politiche a quelle legate al senso del pudore (è rimasto agli atti un intervento dei carabinieri per rimuovere alcuni manifesti dell’attrice Rina De Liguoro, considerati troppo licenziosi). Al 1937 risale l’apertura dello storico cinema Giardino, al 1952 quella dell’Ariston, poi entrambi chiusi. Del 7 dicembre 1967 è invece l’apertura del cinema Bristol, omaggiato l’altra sera da tanti applausi ben augurali da parte del pubblico. A conclusione della serata, Torta Barozzi per tutti.
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