san felice
Prostitute e stazione Ragazza denuncia: anziani molestatori
SAN FELICE. Se delle ragazze si prostituiscono non è un reato, il Comune non potrà adottare ordinanze o daspo se non ci sarà la prova che c’è uno sfruttamento della prostituzione. I controlli...
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SAN FELICE. Se delle ragazze si prostituiscono non è un reato, il Comune non potrà adottare ordinanze o daspo se non ci sarà la prova che c’è uno sfruttamento della prostituzione. I controlli proseguono, la zona della stazione ferroviaria non è degradata, non è vero che le ragazze o le donne sanfeliciane siano a disagio a camminare a San Felice in certi orari, e se qualcuno ha notizia di reati è invitato a segnalarli alle competenti autorità.
Questa per sommi capi la risposta dell’amministrazione al consigliere comunale Matteo Casari, che nelle scorse settimane aveva presentato una interpellanza sul fenomeno delle ragazzine prostitute a San Felice. Due nomadi che vengono da Poggio e da Bologna (tenute sotto controllo da un altro nomade che si piazza spesso al bar) e che usano la stazione per la “tolettatura”, poi una ragazza di colore della zona. Molto attive finchè la stagione ha tenuto, ora chiaramente no.
La clientela sono conosciuti anziani che vagano in zona stazione, alla ricerca del “contatto”. Durante la discussione in Consiglio, Casari ha letto il messaggio di una ragazza che ha decisamente rimescolato le carte in tavola, anche se ognuno è rimasto sulle sue posizioni: «In quanto pendolare che frequenta la stazione trovavo a dir poco imbarazzante - scrive la ragazza - il dover aspettare il treno ed essere in mezzo a questa situazione, e come me altre ragazze. Spesso ho dovuto percorrere il parcheggio di via Perossaro e vedere uomini anziani che accostavano in auto. Più di una volta mi sono fatta venire a prendere anche se abito a pochi metri». La ragazza ha confermato che con l’intensificarsi dei controlli dei carabinieri le «signorine in stazione non ci sono più. In compenso vengono ancora alcuni uomini anziani a cercarle».
Questa per sommi capi la risposta dell’amministrazione al consigliere comunale Matteo Casari, che nelle scorse settimane aveva presentato una interpellanza sul fenomeno delle ragazzine prostitute a San Felice. Due nomadi che vengono da Poggio e da Bologna (tenute sotto controllo da un altro nomade che si piazza spesso al bar) e che usano la stazione per la “tolettatura”, poi una ragazza di colore della zona. Molto attive finchè la stagione ha tenuto, ora chiaramente no.
La clientela sono conosciuti anziani che vagano in zona stazione, alla ricerca del “contatto”. Durante la discussione in Consiglio, Casari ha letto il messaggio di una ragazza che ha decisamente rimescolato le carte in tavola, anche se ognuno è rimasto sulle sue posizioni: «In quanto pendolare che frequenta la stazione trovavo a dir poco imbarazzante - scrive la ragazza - il dover aspettare il treno ed essere in mezzo a questa situazione, e come me altre ragazze. Spesso ho dovuto percorrere il parcheggio di via Perossaro e vedere uomini anziani che accostavano in auto. Più di una volta mi sono fatta venire a prendere anche se abito a pochi metri». La ragazza ha confermato che con l’intensificarsi dei controlli dei carabinieri le «signorine in stazione non ci sono più. In compenso vengono ancora alcuni uomini anziani a cercarle».
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