Gazzetta di Modena

Modena

Quando l’allarme furti sul web diventa calunnia

di Andrea Gilioli
Quando l’allarme furti sul web diventa calunnia

Sui gruppi Facebook sassolesi molte foto di “auto sospette” con tanto di targhe A volte sono fondate ma spesso possono portare a querele per diffamazione

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«Ci siamo trovati in giardino due persone che sono scappate appena siamo usciti dalla porta. Sono saliti su un furgone Ducato bianco targato Romania che li attendeva nel parcheggio dell’In’s. All’interno del furgone erano in 4. Già avvisati i carabinieri, state in campana». Ecco uno degli ormai frequentissimi post che i sassolesi pubblicano sui social network, e in particolare sui gruppi Facebook cittadini, vere e proprie piazze virtuali con migliaia di utenti. Il testo, che abbiamo riportato privo del numero di targa, all’apparenza potrebbe sembrare semplicemente una utile segnalazione, in grado di mettere in guardia i cittadini e, perché no, anche le forze dell’ordine. Peccato però che il tenore dei commenti, e sovente anche delle stesse affermazioni degli autori, corredate da numeri di targa e foto, rischino di sfociare nella calunnia e nel procurato allarme, con conseguenze giuridiche e patrimoniali anche gravi ai danni di, spesso ignari, segnalatori da tastiera. Un rischio, quello dell’uso smodato dei social per fini che possono a primo impatto apparire nobili, che si è di recente concretizzato a Serramazzoni, dove un cittadino di origine straniera ha presentato denuncia ai carabinieri dopo che il suo furgone, con tanto di targa, foto e dettagli sull’abitazione in cui si trovava spesso parcheggiato, era stato “segnato” su social come sospetto e correlato ad episodi di furto in appartamento. Una segnalazione, in questo caso avventata, che però assomiglia molto anche all’ultima apparsa sui gruppi sassolesi, che non è dato sapere se sia o meno fondata, ma che ha scatenato una ridda di commenti infuriati e indignati, alcuni anche molto “agguerriti” e ben poco garantisti. Stando al post le forze dell’ordine sarebbero state informate, ma ciò che ci si chiede, e che si chiedono anche alcuni frequentatori e gestori delle pagine, è se sia davvero utile e necessario postare certi dettagli, nonostante l’allerta data a polizia e carabinieri. Dettagli, tra l’altro, che rischiano di scatenare panico specie tra chi vive solo o isolato, in un periodo in cui i furti in appartamento sono, purtroppo, all’ordine del giorno. L’attenzione dei cittadini a situazioni sospette, si deve dare atto, è un fatto lodevole che però, come ribadito più volte da forze dell’ordine e amministratori dei gruppi Facebook, deve seguire canali prestabiliti e “chiusi”, per evitare di sfociare nella calunnia e creare un clima di sospetto che se spesso può essere fondato, altre volte può invece prendere le mosse da un abbaglio. Il controllo di vicinato ha proprio questo scopo: mettere in contatto i cittadini, su canali chiusi a cui hanno accesso le forze dell’ordine che dalle segnalazioni possono far partire i controlli necessari, senza che si scateni il panico e evitando una caccia alle streghe fai da te.



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