Serafini: «I chioschi nel parco baluardo contro la criminalità»
«Io credo fermamente che l'attività dei chioschi (non solo del mio) rappresenti un baluardo contro il degrado e le cattive frequentazioni del parco». A ribadirlo con forza è Carlo Serafini, titolare...
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«Io credo fermamente che l'attività dei chioschi (non solo del mio) rappresenti un baluardo contro il degrado e le cattive frequentazioni del parco». A ribadirlo con forza è Carlo Serafini, titolare del chiosco Habanero, che la scorsa estate ha regolarmente tenuto aperto (non senza difficoltà amministrative) la propria attività nel parco sui Viali. Serafini torna sull’argomento in rispot ad alcune critiche espresse nei suoi confronti da Rita Del vecchio del comitato residenti nel parco. «Sono stato accusato di ridicola autocommiserazione e di vittimismo, solo perchè ho avuto il coraggio di esprimere pubblicamente il mio punto di vista», esordisce Serafini che nella sua lettera sottolinea come le attività aperte nel parco non possano che migliorare la situazione sul fronte della sicurezza.
«È di qualche settimane fa la notizia di una ragazzina tredicenne aggredita e molestata nei pressi del parco da parte di un gruppetto di stranieri - ricorda - , Per questo prendendo a prestito le parole della portavoce del comitato posso dire ci essere convinto che l'attività dei chioschi (non solo del mio) rappresenti un baluardo contro il degrado e le cattive frequentazioni del parco. Questo non certo perchè io e miei colleghi gestori siamo dei supereroi, ma soltanto perchè attività frequentate (ed illuminate) diminiuscono le probabilità di aggressioni e molestie di questo tipo. Non occorre scomodare le statistiche sugli episodi di microcriminalità per sapere che lo spaccio di droga, le rapine, i piccoli furti o peggio – le aggressioni a ragazzine giovani ed indifese – avvengano al buio, nei posti isolati o poco illuminati. Gli enti locali o le autorità di pubblica sicurezza non hanno le risorse economiche e le capacità organiche di mettere agenti a presidio di ogni zona critica, per cui tocca ai privati investire per rivitalizzare queste zone e sottrarle ad una fruizione distorta».
Detto questo Serafini contesta la visiione della signroa Del Vecchiuo e del comitato che «pare farsi garante del desiderio di coloro che vorrebbero selezionare l'affluenza di chi deve frequentare o meno la zona parco. Ingerenza piuttosto rischiosa per la nostra struttura sociale, in quanto discriminatoria nei confronti di una una parte della cittadinanza - in gran parte giovane - che è parte di noi tutti noi. Non meritano alcuna risposta, infine, le considerazioni per cui il sottoscritto non rispetterebbe le norme o le violerebbe ogni sera, ma la mia clientela merita rispetto: non posso accettare che venga indirettamente ed ingiustamente accusata di tenere atteggiamenti non consoni alle disposizioni nei luoghi pubblici.
«È di qualche settimane fa la notizia di una ragazzina tredicenne aggredita e molestata nei pressi del parco da parte di un gruppetto di stranieri - ricorda - , Per questo prendendo a prestito le parole della portavoce del comitato posso dire ci essere convinto che l'attività dei chioschi (non solo del mio) rappresenti un baluardo contro il degrado e le cattive frequentazioni del parco. Questo non certo perchè io e miei colleghi gestori siamo dei supereroi, ma soltanto perchè attività frequentate (ed illuminate) diminiuscono le probabilità di aggressioni e molestie di questo tipo. Non occorre scomodare le statistiche sugli episodi di microcriminalità per sapere che lo spaccio di droga, le rapine, i piccoli furti o peggio – le aggressioni a ragazzine giovani ed indifese – avvengano al buio, nei posti isolati o poco illuminati. Gli enti locali o le autorità di pubblica sicurezza non hanno le risorse economiche e le capacità organiche di mettere agenti a presidio di ogni zona critica, per cui tocca ai privati investire per rivitalizzare queste zone e sottrarle ad una fruizione distorta».
Detto questo Serafini contesta la visiione della signroa Del Vecchiuo e del comitato che «pare farsi garante del desiderio di coloro che vorrebbero selezionare l'affluenza di chi deve frequentare o meno la zona parco. Ingerenza piuttosto rischiosa per la nostra struttura sociale, in quanto discriminatoria nei confronti di una una parte della cittadinanza - in gran parte giovane - che è parte di noi tutti noi. Non meritano alcuna risposta, infine, le considerazioni per cui il sottoscritto non rispetterebbe le norme o le violerebbe ogni sera, ma la mia clientela merita rispetto: non posso accettare che venga indirettamente ed ingiustamente accusata di tenere atteggiamenti non consoni alle disposizioni nei luoghi pubblici.
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