Gazzetta di Modena

Modena

Settecento colombi in mostra a Modena

di Martina Stocco
Settecento colombi in mostra a Modena

La grande esposizione in via D’Acquisto a Modena della “Colombofila Modenese”. Quando dalle altane in città si giocava la sfida dei Triganini 

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MODENA. Neri, bianchi, grigi, con sfumature gialle, verdi, viola e blu. Le colorazioni del piumaggio sono tante quante sono le varietà in mostra. Di cosa stiamo parlando? Degli oltre 700 esemplari di colombi presenti all’esposizione modenese di via Salvo D’Acquisto. La mostra, inaugurata giovedì mattina e organizzata dall’associazione Colombofila Modenese, rimarrà aperta per tutto il fine settimana. Il consueto appuntamento, come ogni anno, ha richiamato decine e decine di curiosi, pronti ad ammirare le peculiarità delle diverse razze presenti. Così, si va dai modenesi “Triganino” e “Sottobanca”, passando ai “Romagnoli” con le zampe piumate, fino ad arrivare al colombo “Romano”, anche definito il gigante della specie, per le notevoli dimensioni rispetto a tutti gli altri. Ma, a guidarci nella visita e a cercare di capire meglio questo mondo, oramai d’altri tempi, c’era Mauro Martinelli, grande appassionato di colombi e presidente dell’associazione con sede a Modena.

«Ci sono i colombi “Gozzuti di Pomerania” - ha esordito Martinelli - la cui caratteristica è quella di gonfiare il petto nei momenti di eccitazione o di spavento. C’è il “King” di colore bianco, un colombo pesante, non adatto al volo. Così, come non sono adatti a spiccare il volo nemmeno i colombi della razza “Mondano”. Poi ci sono quelli denominati “Sgura fosso”, nome che, italianizzato dal dialetto modenese, ricorda il colore dei fossi ricoperti di fango. D’altronde non c’è da stupirsi di questi nomi: i nostri antenati erano molto fantasiosi». Così, come fantasiose erano le attività legate all’allevamento e alla cura dei colombi.

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«In passato - ha spiegato l’esperto - anche a Modena, come in tante altre città, era tradizione avere le colombaie. I colombi venivano tenuti nelle torrette delle case del centro storico ed era consuetudine far volare i Triganini in una sorta di sfida, gioco e passatempo. La gara consisteva nel richiamare anche i colombi degli avversari. Vinceva chi, alla fine, aveva ottenuto il maggior numero di colombi nella propria piccionaia». Di tutto questo c’è testimonianza in un testo di qualche anno fa intitolato “Il colombo Triganino”. Più recente, è invece, la pubblicazione del libro “Il colombo Sottobanca”. Bibliografia a parte, chi fosse interessato a vedere dal vivo questi esemplari, il prossimo fine settimana a Reggio ci sarà la mostra nazionale.
 

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