Gazzetta di Modena

Modena

«Una 17enne era costretta a prostituirsi»

di Sara Donatelli
«Una 17enne era costretta a prostituirsi»

Convegno sulla violenza di genere e la tratta delle ragazze: una piaga che colpisce anche Castelfranco

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CASTELFRANCO. È stato un racconto a più voci quello dell’iniziativa “Basta violenza”, promosso dall’Unione del Sorbara e che si è svolto a Castelfranco. «È un incontro tra tanti attori che vogliono aggiungere il proprio tassello in una lotta ancora lunga», ha affermato Nadia Caselgrandi, assessore alle Politiche sociali. A delineare il fine ultimo dell’iniziativa, il sindaco Stefano Reggianini: «È necessario parlare di un tema così difficile come la tratta della prostituzione nel modo più efficace possibile, ovvero comprendendone le dinamiche». Il fenomeno della tratta, legato a doppio filo con il tema della prostituzione, è una problematica sociale che sempre più sta emergendo anche nella provincia modenese, così come raccontato da Irene Ciambezi, giornalista e volontaria dell’associazione Papa Giovanni XXIII che da anni segue le ragazze vittime di sfruttamento: «Anche qui a Castelfranco il fenomeno è presente, sette mesi fa ci siamo occupati di una 17enne nigeriana che viveva a pochi passi della stazione e che era costretta a prostituirsi». La riflessione sul traffico degli esseri umani è uno dei temi principali del tavolo interistituzionale per la prevenzione ed il contrasto della violenza di genere nato pochi mesi fa a Castelfranco. «La creazione di questo progetto - ha spiegato Silvia Santunione, presidentessa del tavolo interistituzionale - rappresenta l’attenzione manifestata da parte del consiglio comunale ed è una battaglia che non deve avere colore politico». A chiudere il dibattito Cristian Gianfreda, consigliere di “Rimini Attiva” che ha raccontato come il suo comune si sia dotato di un’ordinanza contro la prostituzione, secondo caso in Italia dopo Firenze: «Si va a colpire solo il cliente, proprio per sottolineare la comprensione verso il forte disagio vissuto da ragazze, spesso giovanissime, che sono costrette a vendere il proprio corpo ma che non hanno scelto questa vita».

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