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Come Cary Grant

di CRISTIANA MINELLI
Come Cary Grant

Ci sono uomini dal fascino intramontabile cui si vorrebbe somigliare anche solo per un attimo. A tutti piacerebbe essere Cary Grant, per esempio. Lui stesso amava dire, perfino a me. Ma Archie Leach,...

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Ci sono uomini dal fascino intramontabile cui si vorrebbe somigliare anche solo per un attimo. A tutti piacerebbe essere Cary Grant, per esempio. Lui stesso amava dire, perfino a me. Ma Archie Leach, come si chiamava per davvero, il più delle volte restava stupefatto di fronte a quell’altro se stesso che dominava le scene, prima quelle di Broadway, poi quelle di Hollywood. Anche un avvocato della provincia di Empoli deve aver desiderato che la sua storia si confondesse con quella di uno schermo cinematografico, al punto da ficcarcela dentro e da uscire, come John Robie in “Caccia al ladro”, direttamente dall’inquadratura. Ha chiesto la mano della sua fidanzata al cinema, in una sala dove il film proiettato era quello di un amore fra avvocati di provincia, gli spettatori erano comparse convocate ad hoc fra familiari ed amici, e il vero protagonista era l’effetto sorpresa, che ha stregato, come da copione, la promessa sposa. Inginocchiarsi in pubblico con un anello fra le dita è già una scena di altri tempi che produce, da sola, una valle di lacrime. Ma architettare un complotto segreto, come un carbonaro benevolo del terzo millennio, è tutta un’altra cosa. L’avvocato ha scritto una sceneggiatura, montato una scenografia e realizzato un film, che potrebbe anche essere considerato come l’espressione, b-movie quanto basta, di un Neorealismo romantico di ritorno. La sala prescelta, tra l’altro, si chiama “La Perla”. Un nome che fa venire in mente gioielli misteriosi partoriti da conchiglie in fondo al mare e suggestioni letterarie come quella suggerita da Karen Blixen: “Le perle sono frutto del mistero e dell’avventura: chi segue la carriera di una perla raccoglie tanto materiale da trarne cento favole”. A New York, al terzo piano dell’iconico Tiiffany & Co. sulla Quinta strada, qualche anno fa sono stata testimone di un episodio con identico effetto sorpresa. Protagonista una coppia di fidanzati apparentemente impegnati nella scelta di un gadget in argento poi rivelatosi una promessa tempestata di brillanti. Secondo Shakespeare “Se non ricordi che Amore t’abbia mai fatto commettere la più piccola follia, allora non hai amato”. Bisogna dire che ancora gli diamo ragione.

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