Dai pezzi classici agli oggetti utili
di Michele Fuoco
Viaggio tra gli stand di 7.8.Novecento, il gran mercato dell’antico a Modenafiere, tra sacro e profano
3 MINUTI DI LETTURA
È il grande presepe artistico, realizzato dal laboratorio modenese “Cartapeste Blu di Prussia”, posto nel corridoio di accesso ai padiglioni di “7.8.Novecento” ad accogliere i visitatori che, tuttavia, sono attratti, all'interno, anche da manifesti e locandine (una trentina) della mostra “Cinema erotico '60, '70, '80”, della collezione dell'architetto Giuseppe Di Bella. Lo sguardo di molti si sofferma sulla castigata “Malizia” di Laura Antonelli, sul “Ritratto di borghesia in nero” con Ornella Muti, su “Il comune senso del pudore” con Sordi, su “Vedo nudo” con Manfredi, fino a “Il portiere di notte” di Liliana Cavani, a “Letti selvaggi” con Ursula Andress, “L'ultimo tango a Parigi” con Malon Brando e a “La chiave” di Tinto Brass.
Sacro e profano coniuga la manifestazione che chiude oggi alle 19, dove i visitatori puntano a scoprire soprattutto cose importanti e originali che i 250 espositori mettono in mostra. Tante le “tentazioni” di acquisto, quando ci si imbatte, presso La Casa d'Aste Sanmarinese, in Madonna con Bambino, opera su tavola in “ambito di Giovanni Bellini”, maestro del Rinascimento, nella “Sacra Famiglia con S. Giovannino” su rame della bottega di Annibale Carracci, in un trumeau modenese del '700. Il titolare Italo Fiumicelli non vede molta affluenza, forse perché, come dicono altri espositori, tante persone hanno scelto la vacanza di tre giorni.
Di diverso avviso è Francesco Turrini, presso Antichità Estense di Ferrara, che evidenzia «la buona organizzazione, la bella gente e un collezionismo colto» e ci indica i ritratti di marito e moglie del modenese Adeodato Malatesta, un reliquario toscano di fine '500, due angeli seicenteschi, con doratura, un Cristo del '600 e un altro dell'800, un vescovo argentato e dorato (periodo Luigi XIV). Tutti in legno come un prezioso letto parmense, con bronzi dorati, stile Impero. Presepi napoletani, anche in campane, presenta il modenese Maurizio Raimondi di S.T.S.. Caratteristica la Madonna (legno) del '700, con abiti quotidiani, e il busto di Alessandro Magno (XIX secolo) in gesso. Da apprezzare i vetri dell'800, firmati Vistosi, Ferro, Gallè e Bigaglia. Entuasiasta è Bruno Sanfelici di SB Stampi di Correggio, dove si fermano in molti a guardare un grammofono inglese e un altro della Voce del Padrone, con disco in cartone per seguire un corso di lingue. A forma di scatolina è il grammofono per pic-nic. Ci sono pure un macchina americana in ferro per pelare le mele, altre per tritare il ghiaccio per le granite, lumiere e vasi da farmacia. Ci si può meravigliare di fronte a una macchina da scrivere dal 1896 che Nerio Manfroni di Rimini espone tra le vecchie cose inglesi. Inoltre: palloni da calcio, dal 1920, bastoni, dei primi 800, per vari professionisti, ditali medievali e di epoca romana. Una vera chicca: tutte le opere in miniatura di Shakespeare in apposita libreria.
Inevitabile la visita alla mostra di caffettiere (240 pezzi) della collezione Nedo Grasselli, dalla “cuccumella” napoletana alla Bialetti a quella da automobile, la Bugatti. Ce ne sono tre al mondo. Nessuna in funzione. Per un caffè si va al bar. La rassegna, composta da migliaia di oggetti, impone di essere svegli.
Sacro e profano coniuga la manifestazione che chiude oggi alle 19, dove i visitatori puntano a scoprire soprattutto cose importanti e originali che i 250 espositori mettono in mostra. Tante le “tentazioni” di acquisto, quando ci si imbatte, presso La Casa d'Aste Sanmarinese, in Madonna con Bambino, opera su tavola in “ambito di Giovanni Bellini”, maestro del Rinascimento, nella “Sacra Famiglia con S. Giovannino” su rame della bottega di Annibale Carracci, in un trumeau modenese del '700. Il titolare Italo Fiumicelli non vede molta affluenza, forse perché, come dicono altri espositori, tante persone hanno scelto la vacanza di tre giorni.
Di diverso avviso è Francesco Turrini, presso Antichità Estense di Ferrara, che evidenzia «la buona organizzazione, la bella gente e un collezionismo colto» e ci indica i ritratti di marito e moglie del modenese Adeodato Malatesta, un reliquario toscano di fine '500, due angeli seicenteschi, con doratura, un Cristo del '600 e un altro dell'800, un vescovo argentato e dorato (periodo Luigi XIV). Tutti in legno come un prezioso letto parmense, con bronzi dorati, stile Impero. Presepi napoletani, anche in campane, presenta il modenese Maurizio Raimondi di S.T.S.. Caratteristica la Madonna (legno) del '700, con abiti quotidiani, e il busto di Alessandro Magno (XIX secolo) in gesso. Da apprezzare i vetri dell'800, firmati Vistosi, Ferro, Gallè e Bigaglia. Entuasiasta è Bruno Sanfelici di SB Stampi di Correggio, dove si fermano in molti a guardare un grammofono inglese e un altro della Voce del Padrone, con disco in cartone per seguire un corso di lingue. A forma di scatolina è il grammofono per pic-nic. Ci sono pure un macchina americana in ferro per pelare le mele, altre per tritare il ghiaccio per le granite, lumiere e vasi da farmacia. Ci si può meravigliare di fronte a una macchina da scrivere dal 1896 che Nerio Manfroni di Rimini espone tra le vecchie cose inglesi. Inoltre: palloni da calcio, dal 1920, bastoni, dei primi 800, per vari professionisti, ditali medievali e di epoca romana. Una vera chicca: tutte le opere in miniatura di Shakespeare in apposita libreria.
Inevitabile la visita alla mostra di caffettiere (240 pezzi) della collezione Nedo Grasselli, dalla “cuccumella” napoletana alla Bialetti a quella da automobile, la Bugatti. Ce ne sono tre al mondo. Nessuna in funzione. Per un caffè si va al bar. La rassegna, composta da migliaia di oggetti, impone di essere svegli.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
