Parliamoci. A cosa dire no, a cosa dire sì
Al di là delle ragioni e considerazioni di ordine pubblico; al di là della ferita intima che ogni città e comunità Medaglia d’oro della Resistenza può sentire inferta quando viene attraversata da...
Al di là delle ragioni e considerazioni di ordine pubblico; al di là della ferita intima che ogni città e comunità Medaglia d’oro della Resistenza può sentire inferta quando viene attraversata da parole e simboli inneggianti al fascismo; al di là di una scelta di campo democratica che la stragrande maggioranza dei cittadini modenesi è pronta a rinnovare pubblicamente: siamo sicuri che vietare la manifestazione nera contro lo Ius soli, sia la risposta più giusta all’incalzare neofascista?
Ce lo chiediamo senza pensare al fatto che il nostro giornale appartiene al gruppo editoriale a cui gli estremisti di destra hanno pubblicamente dichiarato guerra con il blitz a Repubblica. E lo hanno fatto nel giorno stesso in cui la nostra Gazzetta ha disegnato una mappa precisa di cosa si muove sotto quelle bandiere nelle nostre terre, dando voce anche a chi oggi brandisce la questione identitaria per riesumare ideologie sepolte dalla storia. Le provocazioni e le minacce non le sottovalutiamo, conosciamo abbastanza la Costituzione per sapere cosa in Italia è lecito oppure no, non ignoriamo neppure che queste manifestazioni sono tappe di una campagna elettorale in cui tra le sigle del neofascismo italiano è in atto una competizione serrata per il primato all’interno di quell’area.
Sottolineiamo che nulla gioverebbe alla visibilità cercata dagli organizzatori quanto un divieto dietro cui rivendicare ancora una volta un ruolo di vittime, in nome della libertà negata di espressione. Ma il punto è un altro: anche se non sfilassero per le vie di Modena, essi continuerebbero a esistere, a cercare o diffondere consenso in una società progressivamente incapace di opporre al loro dire un bagaglio di valori un tempo condivisi e oggi messi troppo spesso in discussione o traditi. Anche con i comportamenti o i tentennamenti politici (magari in occasioni come il dibattito sullo Ius soli). Dire no e basta a un corteo è una reazione: comprensibile e anche legittima. Dire sì alla democrazia, proteggerla dalla ruggine, consolidarla negli anni è un’azione: continua, nel tempo. A viso aperto e a volto scoperto: senza paura delle proprie idee.
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