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«Profughi nel palazzo Nessuno ci ha avvisati»

di Serena Arbizzi
«Profughi nel palazzo Nessuno ci ha avvisati»

I residenti di via Martinelli a Fossoli protestano per l’arrivo improvviso di rifugiati La cooperativa: «Abbiamo seguito l’iter previsto in questi casi. È tutto regolare» 

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I residenti di via Martinelli 102 sono sul piede di guerra per l’arrivo improvviso di sei rifugiati in un appartamento del condominio in cui abitano. Soprattutto, sono infuriati per la modalità con cui sono arrivati: senza nessun preavviso o informazione.

«Teniamo a precisare che la nostra protesta non è nei confronti dei profughi, siamo indignati per il modo in cui sono piombati qui - spiega una residente - Nessuno ci ha avvisati e solo dopo ripetute sollecitazioni ci hanno spiegato che cosa stava avvenendo nel nostro condominio. Dovevamo essere messi al corrente prima. Invece, ormai, da luglio, sono arrivati qui e non ci è stato spiegato nulla. Inoltre, noi siamo in cinque nel palazzo e i rifugiati sono in sei: superano addirittura il numero degli inquilini precedenti. Noi avremmo voluto essere coinvolti in precedenza dal proprietario, mentre ci siamo recati alla Polizia per sapere quanti fossero i profughi arrivati. Fino alla fiine d’ottobre nemmeno ai vigili avevano comunicato il trasferimento di queste persone».

I residenti denunciano poi diverse segnalazioni fatte alle forze dell’ordine per furti relativi alle biciclette depositate nei dintorni del palazzo. «Sono spariti alcuni sellini delle bici - proseguono - e anche alcune due ruote davanti al palazzo. Non vogliamo dare la colpa ai profughi, ma non possiamo fare a meno di notare che questi reati si sono verificati con il loro arrivo».

Caleidos, cooperativa che gestisce l’accoglienza è che si è occupata dell’arrivo dei sei profughi in via Martinelli a Fossoli, specifica che non «esiste l’obbligo di informare i condomini - chiarisce Giorgio Dell’Amico di Caleidos - In questi mesi si sono susseguiti diversi incontri per chiarire la situazione. Noi abbiamo rispettato l’iter necessario in questi casi. Tutti i contratti di affitto che noi stipuliamo con i proprietari devono essere inviati, di norma, alla Prefettura. Una volta siglati i vari contratti, quindi, noi li mandiamo al Prefetto. Al momento sono sei le persone ospitate a Fossoli. Una di loro se n’è andata. Sono ragazzi tranquilli, con una fascia d’età compresa tra i 28 e i 19 anni, provenienti da Guinea e Senegal. Non abbiamo ricevuto segnalazioni particolarmente negative: più volte abbiamo ribadito ai ragazzi di non fare confusione. Ma non hanno manifestato comportamenti pericolosi. Ci lascia perplessi, quindi, questo accanimento. Noi cerchiamo di coinvolgerli e proponiamo loro di frequentare scuole apposite anche se questo per loro non rappresenta un obbligo - conclude Giorgio Dell’Amico - e stiamo organizzando progetti con le associazioni di volontariato: ad esempio, stiamo ragionando insieme alla Fondazione Fossoli per alcune attività».

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