Gazzetta di Modena

Modena

Subito al lavoro i tanti maestri in pista

Subito al lavoro i tanti maestri in pista

Sono cinque le scuole sparse che fanno lezione nella ski area. E Sestola è la prima in regione

2 MINUTI DI LETTURA





SESTOLA. «Attenti all’equilibrio; siate pazienti; non fate le cose troppo difficili». A Passo del Lupo suggerimenti così sono comuni. Si sentono spesso pronunciati da uomini in sci e giacca blu. Non sono rappresentanti delle forze dell’ordine in versione invernale, ma maestri della Scuola italiana sci locale. Son cinque nell’area del Cimone. Una società che ha già festeggiato il mezzo secolo di storia: è nata nel 1961, prima in Emilia-Romagna. La loro esperienza pluridecennale si tramanda di generazione in generazione dai maestri con i capelli bianchi ai più giovani. Qualcuno di loro è cresciuto professionalmente con la Scuola, ha visto alternarsi generazioni e continua a spiegare i rudimenti ai turisti con entusiasmo. Come Silvano Guidarini, sestolese doc. È entrato a far parte della scuola pochi anni dopo la fondazione assieme a Giorgio Adani, Carlo Lenzini, Anselmo Battaglia, Roberto Ferrari, William Biolchini e Floriano Vacciago. Prima di loro soltanto Luigi Quattrini, Luciano Tamarozzi, Giovanni Boselli e Armando Benetti si erano posti in scia a Franco Magnani, Natale Biagini e Franco Pianelli, i primi a prendere lezioni dall’istruttore nazionale di Francesco Freud, diventando a loro volta maestri. I decenni sono passati, la loro attività si conferma nel tempo. «Spieghiamo alle persone come imparare a sciare sia da principianti sia da agonisti - spiega Guidarini - cercando di guardare al funzionamento degli sci e al modo di camminare sulle piste. Serve un po’ di buona volontà perché non è semplice. Inoltre, ci vogliono equilibrio e pazienza. Non bisogna fare le cose troppo difficili». Sovrastima delle proprie capacità e inesperienza possono andare di pari passo, portando a conseguenze negative. Sulla neve, i centimetri fanno la differenza come nello sport in genere. In questo caso non decidono se si realizza o meno una rete, una meta, un canestro; al contrario; possono determinare se si rimane o meno su una pista, se si prende o meno un ostacolo, se si resta in piedi o si cade. «C’è chi si sente bravo e si butta sulle piste così, poi succedono gli incidenti - riconosce il maestro - che speriamo possano essere meno possibili». Guidarini si professa entusiasta della partenza della stagione: «È cominciata benissimo, si vedono tante persone come non c’erano da tempo. Abbiamo iniziato in pratica con venti giorni d’anticipo». (g.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google