L’ISTITUTO DI CREDITO BOLOGNESE CON FILIALI IN 6 PROVINCE
Emil Banca, utile di 6,5 milioni
È il dato di previsione per la chiusura dell’anno. Dividendi per i soci
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Emil Banca, istituto di credito bolognese con 5 filiali nel Modenese e 25 nel Reggiano, si appresta a chiudere un’annata importante, con buoni risultati e novità significative.
Nell’arco di un anno Emil Banca ha perfezionato tre incorporazioni: dopo la fusione dello scorso febbraio con il Banco Cooperativo Emiliano, che era nato dalla fusione fra Banca di Cavola e Sassuolo e Banca Reggiana, c’è stata l'aggregazione della Bcc di Vergato e della Banca di Parma.
Al termine dell'aggregazione i numeri di Emil Banca sono significativi: 47.300 soci e circa 155mila clienti di cui ben 22.380 aziende locali. Il patrimonio ammonta a 341 milioni di euro di cui 105 milioni costituiti da capitale sociale mentre i mezzi amministrati raggiungono circa i 7,37 miliardi di euro (2,6 miliardi di euro di impieghi e 4,8 miliardi di euro di raccolta). Le filiali della Banca sono 89 e i dipendenti 734 su un territorio che si estende su cinque province emiliane (Bologna, Modena, Ferrara, Reggio Emilia e Parma) e una lombarda (Mantova).
«Abbiamo compiuto importanti passi - ha detto il direttore generale Daniele Ravaglia - verso la razionalizzazione del credito cooperativo in vista della creazione del gruppo nazionale. In questi anni siamo cresciuti molto, diventando una realtà in grado di incidere sull’economia regionale. Con l’aiuto dei Comitati Soci locali, nonostante questa dimensione, manterremo salda e centrale la relazione con le comunità locali e continueremo a fare banca in maniera differente, con le persone al centro e con il cuore sul territorio».
Già i dati di previsione della chiusura dell'anno sono molto confortanti con la crescita di raccolta, soci e clienti. L’utile netto è previsto attorno ai 6,5 milioni di euro.
La scelta di creare una delle banche di credito cooperativo più grandi d’Italia si è rivelata lungimirante. In particolare in questi mesi del 2017 Emil Banca ha registrato l’ingresso di oltre 4.600 nuovi clienti (di questi circa un migliaio sono under 35) e di circa 1.500 nuovi soci. Riguardo il sostegno all’economia reale, la nuova Emil Banca nei primi 11 mesi del 2017 ha erogato oltre 360 milioni di euro di mutui. Di questi 999 sono relativi a finanziamenti per l'acquisto della prima casa per un importo complessivo di oltre 110 milioni e con un incremento del 26% sullo scorso anno.
«I risultati ci confortano. La scelta del Fondo Temporaneo delle Bcc di sostenere le aggregazioni in vista della partenza del Gruppo Nazionale Cooperativo è stata la scelta giusta - dice il presidente di Emil Banca, Giulio Magagni - Una scelta, quella delle aggregazioni, che abbiamo sostenuto e che ci aiuterà ad affrontare con le spalle più robuste il futuro».
«Nonostante sei mesi organizzativamente difficoltosi e con molti costi amministrativi legati alla fusione, le previsioni di chiusura sono molto positive - ha ancora spiegato il direttore generale Daniele Ravaglia - Un risultato che già oggi ci permette di assicurare ai nostri soci la distribuzione di un dividendo. Mi preme sottolineare che questo utile andrà a potenziare la solidità della banca in quanto è stato ottenuto pur avendo contestualmente aumentato la copertura sulle sofferenze e su posizioni anomale. Altro elemento importante è il rapporto sofferenze lorde/impieghi, pari all'8,33%, uno dei più bassi del sistema». Da sottolineare, riguardo il dividendo, che per i soci reggiani e sassolesi si tratta di una novità: infatti da tre anni con Banco Emiliano (vale a dire prima dell’incorporazione) non riscuotevano nulla perché la banca era in perdita.
Nell’arco di un anno Emil Banca ha perfezionato tre incorporazioni: dopo la fusione dello scorso febbraio con il Banco Cooperativo Emiliano, che era nato dalla fusione fra Banca di Cavola e Sassuolo e Banca Reggiana, c’è stata l'aggregazione della Bcc di Vergato e della Banca di Parma.
Al termine dell'aggregazione i numeri di Emil Banca sono significativi: 47.300 soci e circa 155mila clienti di cui ben 22.380 aziende locali. Il patrimonio ammonta a 341 milioni di euro di cui 105 milioni costituiti da capitale sociale mentre i mezzi amministrati raggiungono circa i 7,37 miliardi di euro (2,6 miliardi di euro di impieghi e 4,8 miliardi di euro di raccolta). Le filiali della Banca sono 89 e i dipendenti 734 su un territorio che si estende su cinque province emiliane (Bologna, Modena, Ferrara, Reggio Emilia e Parma) e una lombarda (Mantova).
«Abbiamo compiuto importanti passi - ha detto il direttore generale Daniele Ravaglia - verso la razionalizzazione del credito cooperativo in vista della creazione del gruppo nazionale. In questi anni siamo cresciuti molto, diventando una realtà in grado di incidere sull’economia regionale. Con l’aiuto dei Comitati Soci locali, nonostante questa dimensione, manterremo salda e centrale la relazione con le comunità locali e continueremo a fare banca in maniera differente, con le persone al centro e con il cuore sul territorio».
Già i dati di previsione della chiusura dell'anno sono molto confortanti con la crescita di raccolta, soci e clienti. L’utile netto è previsto attorno ai 6,5 milioni di euro.
La scelta di creare una delle banche di credito cooperativo più grandi d’Italia si è rivelata lungimirante. In particolare in questi mesi del 2017 Emil Banca ha registrato l’ingresso di oltre 4.600 nuovi clienti (di questi circa un migliaio sono under 35) e di circa 1.500 nuovi soci. Riguardo il sostegno all’economia reale, la nuova Emil Banca nei primi 11 mesi del 2017 ha erogato oltre 360 milioni di euro di mutui. Di questi 999 sono relativi a finanziamenti per l'acquisto della prima casa per un importo complessivo di oltre 110 milioni e con un incremento del 26% sullo scorso anno.
«I risultati ci confortano. La scelta del Fondo Temporaneo delle Bcc di sostenere le aggregazioni in vista della partenza del Gruppo Nazionale Cooperativo è stata la scelta giusta - dice il presidente di Emil Banca, Giulio Magagni - Una scelta, quella delle aggregazioni, che abbiamo sostenuto e che ci aiuterà ad affrontare con le spalle più robuste il futuro».
«Nonostante sei mesi organizzativamente difficoltosi e con molti costi amministrativi legati alla fusione, le previsioni di chiusura sono molto positive - ha ancora spiegato il direttore generale Daniele Ravaglia - Un risultato che già oggi ci permette di assicurare ai nostri soci la distribuzione di un dividendo. Mi preme sottolineare che questo utile andrà a potenziare la solidità della banca in quanto è stato ottenuto pur avendo contestualmente aumentato la copertura sulle sofferenze e su posizioni anomale. Altro elemento importante è il rapporto sofferenze lorde/impieghi, pari all'8,33%, uno dei più bassi del sistema». Da sottolineare, riguardo il dividendo, che per i soci reggiani e sassolesi si tratta di una novità: infatti da tre anni con Banco Emiliano (vale a dire prima dell’incorporazione) non riscuotevano nulla perché la banca era in perdita.
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