Il nuovo libro di Rossano Bellelli
di Valeria Cammarota
Si intitola “La scelta giusta” e verrà presentato stasera all’auditorium Loria
2 MINUTI DI LETTURA
“La scelta giusta”, come egli stesso afferma, potrebbe apparire un’affermazione ambiziosa e impegnativa, se ci si dovesse fermare al titolo del libro. In realtà, essa affonda le sue radici prima di tutto nella coraggiosa decisione che suo padre prese nel 1943 e cui dedica un capitolo intero, il primo. Si tratta del nuovo libro di Rossano Bellelli, giornalista per diverse testate locali e nazionali, direttore di importanti emittenti televisive, politico ed ex presidente della Cassa di Risparmio di Carpi. Il volume - che a 42 anni di distanza segue il primo, intitolato “Raddrizziamo la schiena” - è già nelle librerie, ma verrà ufficialmente presentato questa sera alle 20.30, all'auditorium Loria. Edito da Artestampa, “La scelta giusta” non è un’autobiografia in senso stretto, come tiene a precisare l’autore, ma il racconto, arricchito da fotografie e documenti originali, di quanto egli ha potuto personalmente vivere e vedere nel corso della sua vita professionale e privata e, come si può intuire, delle scelte giuste o sbagliate compiute in oltre 50 anni di vita: dal rapporto con Giulio Andreotti agli episodi più salienti della storia cittadina. Quattro i capitoli principali riguardanti, oltre le proprie radici famigliari, anche la politica, l’esperienza nelle televisioni e nel mondo della carta stampata, le banche. Ma partiamo dalla “scelta giusta”. «Si tratta di una frase che mio padre scrisse a mia madre in una lettera - racconta Bellelli - Nel libro la riporto integralmente. Aveva 29 anni e le scrisse il 16 settembre del ‘43 quando, dovendo decidere tra l’iscriversi alla Repubblica sociale o la prigionia in Germania, optò per quest’ultima». Da quell’esempio mosse anche Rossano Bellelli, la cui scelta principale, che lo contraddistingue da sempre, è l’appartenenza alla Democrazia Cristiana. «Ho fatto una scelta contro chi aveva trasformato questo Paese in una dittatura - spiega - ma, ovviamente, non potevo nemmeno avvallare le dittature comuniste presenti in Europa». La Cassa di Risparmio di Carpi, che diresse dal 1987 al 1994, occupa un altro capitolo cui l’autore tiene in particolar modo. «Ancor oggi, non capisco - afferma Bellelli - perché vendere al Credito Romagnolo, quindi a Unicredit, la banca dei carpigiani? Tanto più che tra le 100 banche italiane più solide la Cassa occupava il 37esimo posto, il Credito Romagnolo solo l’80esima posizione». E poi, ancora, Renato Crotti, Silvio Berlusconi e tanti altri. Sullo sfondo, sempre la sua Carpi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
