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Modena, medici in sciopero: «Salviamo la Sanità»

Modena, medici in sciopero: «Salviamo la Sanità»

Sotto accusa i tagli ai finanziamenti del servizio che penalizzano la qualità dell’assistenza e il lavoro degli operatori

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MODENA. Preoccupazione e allarme per un Servizio Sanitario Nazionale che, invece di garantire un adeguato standard qualitativo di assistenza ai cittadini, mese dopo mese viene ridimensionato, all’insegna di tagli e filosofie che si sposano più con strategie da manager aziendali. Il tutto tradendo la missione principale del Servizio: che è quella di dare assistenza professionale ai malati.

In estrema sintesi è questa la molla che ha spinto i principali sindacati dei dottori della dirigenza medica, sanitaria, amministrativa, professionale e tecnica e dell’ospedalità privata a proclamare un giorno di sciopero nazionale. L’astensione dal lavoro dei dottori, è prevista per tutta la giornata di domani, con presidi nei principali ospedali della provincia di Modena. Di conseguenza, come spiega anche una nota dell’Azienda Sanitaria saranno garantiti i servizi minimi essenziali e in particolare le urgenze, mentre le attività programmabili potranno subire riduzioni conseguenti all’adesione allo sciopero.

A spiegare i motivi di preoccupazione dei medici è un documento di Anaaop-Assomed dell’Azienda Ausl di Modena firmato da Giampaolo Papi e Vincenzo Pulitanò.

«Da tempo manifestiamo preoccupazione e allarme per le sorti del Servizio Sanitario Nazionale che, escluso dal rilancio della economia e condannato ad una perenne recessione, appare sempre meno in grado di garantire la propria sostenibilità economica,- spiegano i rappresentanti sindacali - la esigibilità dei diritti costituzionali di tutti i cittadini ed il miglioramento delle condizioni professionali di Medici e dirigenti sanitari».

Sotto accusa principalmente i tagli alla sanità che si ripercuotono direttamente su una assistenza meno qualitativa ai malati. Al di là di recriminazioni strettamente legate alla categoria come lo stallo del rinnovo del contratto, o le condizioni di lavoro, nel documento Anaao-Assomed elenca esempi concreti di problematiche che si ripercuotono direttamente sugli assistiti. Si va dalla crisi organizzativa, legata al taglio dei posti letto, «che trova la massima espressione nel collasso dei Pronto Soccorso, all’avanzata di tavoli tecnici a sostegno della riduzione del fabbisogno di personale e di una idea del lavoro medico stile catena di montaggio e costretto in “tempari” che comprimono il rapporto di cura». Per non parlare «dell’incremento delle competenze delle professioni sanitarie, «in una logica antagonistica rispetto ai tradizionali ambiti della professione medica, e della espansione della Università in ambito assistenziale». In tutto questo abbondano l’abuso persistente di contratti atipici « non coerenti con la attività assistenziali e il prolungato blocco del turn over che sta portando al collasso molti Servizi sanitari regionali ed al vertice mondiale l’età media dei Medici dipendenti». Un quadro che ha come conseguenza la fiducia degli utenti nei confronti del servizio sanitario particolarmente accentuata nelle Regioni sottoposte a piano di rientro e ancora il fallimento della formazione medica divenuta fabbrica di disoccupati e o di emigrati». Da qui la decisione di arrivare a uno sciopero per accendere l’attenzione sul problema, con tanto di presidi davanti a tutti gli ospedali.

«È tempo che analisi e riflessioni siano accompagnate dalla azione sindacale per fermare i continui attacchi al sistema sanitario, al nostro lavoro, alla nostra dignità professionale e far sentire la nostra voce e le nostre ragioni a Governo, Regioni, Parlamento».


 

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