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Guernica: «Restiamo qui Giovedì Bosi ci incontri»

di Carlo Gregori
Guernica: «Restiamo qui Giovedì Bosi ci incontri»

Gli autonomi: «L’assessore rispetti l’impegno preso. Dalla Curia nessun segnale Le mense dei poveri? L’assistenza “stile Bottura” non risolve i loro problemi» 

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«Noi continueremo a occupare un luogo aperto alla città che cerca di dare una risposta ai bisogni reali. Gli assessori Bosi e Cavazza ci avevano lasciato al termine di un incontro surreale prendendo l’impegno di contattarci due settimane dopo, ovvero questo giovedì. Ormai la scadenza si avvicina e chiediamo di mantenere l’impegno preso».

Gli attivisti del Guernica hanno terminato di ripulire l’ex Cinema Cavour e intanto restano lì organizzando incontri, assemblee e attività. Ma non nascondono l’amarezza: se la Curia non dà segnali di dialogo, dal Comune arriva solo un silenzio di rifiuto. Per questo ieri è stato fatto il punto di due settimane all’ex Cavour con la stampa. Per il collettivo autonomo hanno parlato Anna Remitti (simpatizzante), Emanuele Fancinelli e Anastasia Aveta. Chiariscono subito: la riconsegna delle chiavi del cinema del Paradisino alla Curia non è condizionata a un dialogo con il Comune. E poi non esistono pregiudizi verso una mensa sociale, ma un giudizio critico sì. «Questo è uno dei tanti spazi vuoti di Modena - spiegano - che diventa uno spazio politico per dare parola a chi non ce l ’ha. È uno spazio di una comunità che riconosce i suoi bisogni. Per tante persone che sono venute all’Olympia questo senso di comunità è diventato più comprensibile. Ma il pensiero va anche all’occupazione precedente, quella in Sant’Eufemia e via Bonacorsa, dove avevano trovato alloggio famiglie rimaste senza un tetto».

Poi c’è l’incontro fallito con Bosi e Cavazza: «Invitiamo i modenesi a riflettere su quello che è successo. Per la prima volta si è visto un grande schieramento di polizia sullo scalone del municipio quando c’era un Consiglio comunale aperto. Abbiamo chiesto perché e la dirigente Digos ha risposto: «Per Seta». Rendiamoci conto che a Modena esiste un rischio di deriva autoritaria. Sono indizi del ritorno di una democrazia degenerata. Dicono che occupare un ex cinema è illegale ma poi l’Olympia è rimasto nell’illegalità per anni: un cinema tutelato dalla Soprintendenza in stato di totale abbandono in spregio alle norme. Muzzarelli se ne è ricordato solo quando c’eravamo noi».

Quanto alla mensa per poveri: «Adesso sembra che il progetto fosse immediato ma i vicini del Cavour dicono di non saperne niente. Si vuole stravolgere un luogo centrale nella storia cattolica modenese per farne una mensa “modello Bottura”: pasti con avanzi della Francescana. Noi diciamo che la povertà non si risolve con l’assistenza ma col riscatto dei poveri».

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