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Modena, il cuore del PalaPanini per i bambini di Betlemme

di Gabriele Farina
Modena, il cuore del PalaPanini per i bambini di Betlemme

Raccolti ventimila euro per Il Caritas Baby Hospital e per l’orfanotrofio Toni, Camellini, Adjapong e Stoytchev: quando i big dello sport danno show

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MODENA. «Grazie Modena: ci date la forza di andare avanti». Al PalaPanini la voce di due suore rende merito all’impegno solidale della città. Prestano la missione a Betlemme, rispettivamente in un ospedale e un orfanotrofio. Si prendono cura di bambini in modo gratuito, affidandosi alla Provvidenza e alla solidarietà, in un territorio martoriato dal conflitto tra israeliani e palestinesi. Una lotta acuita dalla decisione di spostare la capitale a Gerusalemme. «S’è rimessa in moto una violenza ancora più significativa», riconosce don Erio Castellucci. Il vescovo tira le orecchie ai nostri politici «che devono stare più attenti».

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Per don Erio «la Partita della Stella insegna a non porre i riflettori sulle strategie, le tattiche, le tante persone che stanno soffrendo». La conferma giunge da Betlemme. «Modena è sempre in prima linea e vi ringrazio molto», spiega suora Donatella Lessio, responsabile della formazione presso il Caritas Baby Hospital di Betlemme. L’unico ospedale pediatrico della Cisgiordania effettua ogni anno 40mila visite ed è da sempre il beneficiario della manifestazione. Nel 2017 s’è aggiunto l’orfanotrofio Hogar Niño Dios, che si prende gratuitamente cura di bambini con disabilità nel paese che ha dato i natali a Gesù. «La Provvidenza ci aiuta a portare avanti il lavoro, difficile e bello al tempo stesso - riconosce suor Imperatrice, una delle cinque suore che segue la struttura - poi i bambini ci danno la forza di andare avanti». Così accade anche a Modena. Tra i circa mille spettatori, gli oltre 160 campioni dello sport modenesi e le loro famiglie. L’evento è stato anticipato (di solito si teneva tra Natale e Capodanno) per essere un catalizzatore di pubblico, ma l’obiettivo non è stato raggiunto. Rispondono ancora una volta presenti i grandi campioni. E alla fine, grazie a loro e alla generosità dei modenesi, la Partita della Stella è riuscita a raccogliere 20mila euro.

«Siamo molto più fortunati di tante altre persone: con poco possiamo renderle felici», garantisce Luca Toni.

Il serramazzonese mondiale a Berlino 2006 è l’allenatore della No Rock War, una delle quattro squadre che si contende il titolo. In ognuna v’è un atleta della Nazionale italiana amputati. «Vogliamo dimostrare ai più giovani che sport vuol dire divertirsi e superare le barriere», aggiunge Lorenzo Marcantonini, azzurro seguito dal tecnico modenese Francesco Zarzana. «È sempre importante esserci», ribadisce Luca Cantagalli, da anni riferimento degli Amici del Bovo. Non c’è più Gianni Barberini, ex massaggiatore del Modena, scomparso ieri. «Ha lasciato ricordi indelebili», sottolinea Marco Ballotta, portavoce degli Amici del Ponzo. Diversi big dello sport non mettono le scarpette, ma lanciano un messaggio di speranza. Tra loro le campionesse mondiali Rachele Barbieri (ciclismo) e Cecilia Camellini (nuoto paralimpico). Il giocatore del Sassuolo Claud Adjapong rimarca l’importanza di esserci ed esulta per la vittoria dei neroverdi contro il Crotone («ma ora guardiamo avanti»). In maglia gialloblù giocano Simone Verdi e Federico Di Francesco. «Mio padre mi ha parlato benissimo di questo evento, con cui si fanno cose concrete», riconosce il secondo, figlio d’arte.
 

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