Schena: «Cigarini sbaglia e non si scusa»
di Serena Arbizzi
Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio replica duramente agli attacchi dell’ex sindaco nel libro “Carpigrad”
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Erano attese reazioni durissimi dopo l’uscita del libro scritto dall’ex sindaco Werther Cigarini “Carpigrad”, edito da Artestampa: non sono state immediate ma sono arrivate.
Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi Giuseppe Schena (ex sindaco di Soliera) anche a nome del Consiglio di amministrazione, risponde con una lettera aperta, duramente e punto per punto, all’attacco sferratogli da Cigarini nelle pagine del libro in cui sono presi in esame sia aspetti tecnici, legati alla nomina ai vertici dell’ente di via Sardegna, sia nel merito del suo operato.
«Dopo un’attenta lettura del volume da lei pubblicato - si legge nella missiva - con particolare riferimento a quanto attiene all’attuale gestione della Fondazione Crc, il Consiglio di Amministrazione che presiedo ritiene di intervenire pubblicamente per ristabilire la verità dei fatti, che, in più di un’occasione, appaiono travisati e non rispondenti alla realtà. Non abbiamo inteso farlo nell’immediatezza della presentazione del volume perché ritenevamo doveroso rappresentare prima a lei direttamente il nostro rammarico e, soprattutto, darle prova che i suoi giudizi si fondavano su dati non corretti, se non addirittura non veritieri. Non le nascondo che dopo il nostro incontro confidavo che, per onestà intellettuale, lei assumesse una qualche iniziativa a riguardo. Non è avvenuto, e allora si rende necessario da parte nostra intervenire pubblicamente per fare chiarezza».
La lettera smonta la tesi sostenuta da “Carpigrad” secondo cui “Il presidente Schena “a termini di legge e di statuto non potrebbe svolgere alcun ruolo nella Fondazione prima che siano trascorsi due anni dalla fine del suo mandato da sindaco”. «La legge e lo statuto in vigore al 30 maggio 2014 non prevedevano alcuna incompatibilità» replica Schena.
“Gli amministratori della Fondazione non sono intervenuti sugli ingiustificati compensi agli amministratori e le commissioni gettonificio”. Su questo punto il presidente risponde che «nel febbraio 2017 sono stati eliminati tutti i gettoni di presenza per la partecipazione alle riunioni degli organi e delle commissioni, per il presidente, i componenti il Consiglio di amministrazione, Consiglio di indirizzo e Collegio dei revisori. I componenti il Consiglio di amministrazione e i revisori percepiscono esclusivamente un compenso annuo rimasto invariato. In più, per le prossime nomine, il numero di componenti il consiglio di Indirizzo è stato ridotto di due unità».
In Carpigrad si parla inoltre di “moltiplicazione delle società senza senso”. «La società strumentale “San Rocco Arte e Cultura srl” - replica la Fondazione - è stata sciolta nell’ ottobre 2015 a seguito delle valutazioni di un apposito gruppo di lavoro».
Sull’acquisto dell’area di Via Mulini «il terreno di Santa Croce è stato parzialmente piantumato su iniziativa del precedente Consiglio. Oggi (piaccia o no) rappresenta una risorsa di 260mila metri quadri da mettere a disposizione della città. Nel novembre 2017 è stato costituito un apposito Gruppo di lavoro (senza compensi) per elaborare una proposta di valorizzazione dell’area».
Cigarini accusa poi la Fondazione di “investimenti azzardati e la conseguente perdita di valore del patrimonio”.
«Per quanto riguarda le minusvalenze già presenti nel portafoglio della Fondazione, relative a partecipazioni nei primi tre gruppi bancari italiani (Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare ora Banco Bpm) - conclude Schena - sono stati deliberati all’unanimità radicali interventi di svalutazione, dopo attenta e ripetuta analisi dell’intero portafoglio e dopo approfondito confronto con l’Autorità di Vigilanza, che ha autorizzato le operazioni. In sostanza, preso atto del mutamento profondo del contesto economico e finanziario, gli Organi della Fondazione hanno ritenuto doveroso allineare i valori di bilancio del patrimonio a quelli di mercato al fine di mantenere in equilibrio la tutela dello stesso e la capacità di erogare risorse».
Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi Giuseppe Schena (ex sindaco di Soliera) anche a nome del Consiglio di amministrazione, risponde con una lettera aperta, duramente e punto per punto, all’attacco sferratogli da Cigarini nelle pagine del libro in cui sono presi in esame sia aspetti tecnici, legati alla nomina ai vertici dell’ente di via Sardegna, sia nel merito del suo operato.
«Dopo un’attenta lettura del volume da lei pubblicato - si legge nella missiva - con particolare riferimento a quanto attiene all’attuale gestione della Fondazione Crc, il Consiglio di Amministrazione che presiedo ritiene di intervenire pubblicamente per ristabilire la verità dei fatti, che, in più di un’occasione, appaiono travisati e non rispondenti alla realtà. Non abbiamo inteso farlo nell’immediatezza della presentazione del volume perché ritenevamo doveroso rappresentare prima a lei direttamente il nostro rammarico e, soprattutto, darle prova che i suoi giudizi si fondavano su dati non corretti, se non addirittura non veritieri. Non le nascondo che dopo il nostro incontro confidavo che, per onestà intellettuale, lei assumesse una qualche iniziativa a riguardo. Non è avvenuto, e allora si rende necessario da parte nostra intervenire pubblicamente per fare chiarezza».
La lettera smonta la tesi sostenuta da “Carpigrad” secondo cui “Il presidente Schena “a termini di legge e di statuto non potrebbe svolgere alcun ruolo nella Fondazione prima che siano trascorsi due anni dalla fine del suo mandato da sindaco”. «La legge e lo statuto in vigore al 30 maggio 2014 non prevedevano alcuna incompatibilità» replica Schena.
“Gli amministratori della Fondazione non sono intervenuti sugli ingiustificati compensi agli amministratori e le commissioni gettonificio”. Su questo punto il presidente risponde che «nel febbraio 2017 sono stati eliminati tutti i gettoni di presenza per la partecipazione alle riunioni degli organi e delle commissioni, per il presidente, i componenti il Consiglio di amministrazione, Consiglio di indirizzo e Collegio dei revisori. I componenti il Consiglio di amministrazione e i revisori percepiscono esclusivamente un compenso annuo rimasto invariato. In più, per le prossime nomine, il numero di componenti il consiglio di Indirizzo è stato ridotto di due unità».
In Carpigrad si parla inoltre di “moltiplicazione delle società senza senso”. «La società strumentale “San Rocco Arte e Cultura srl” - replica la Fondazione - è stata sciolta nell’ ottobre 2015 a seguito delle valutazioni di un apposito gruppo di lavoro».
Sull’acquisto dell’area di Via Mulini «il terreno di Santa Croce è stato parzialmente piantumato su iniziativa del precedente Consiglio. Oggi (piaccia o no) rappresenta una risorsa di 260mila metri quadri da mettere a disposizione della città. Nel novembre 2017 è stato costituito un apposito Gruppo di lavoro (senza compensi) per elaborare una proposta di valorizzazione dell’area».
Cigarini accusa poi la Fondazione di “investimenti azzardati e la conseguente perdita di valore del patrimonio”.
«Per quanto riguarda le minusvalenze già presenti nel portafoglio della Fondazione, relative a partecipazioni nei primi tre gruppi bancari italiani (Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare ora Banco Bpm) - conclude Schena - sono stati deliberati all’unanimità radicali interventi di svalutazione, dopo attenta e ripetuta analisi dell’intero portafoglio e dopo approfondito confronto con l’Autorità di Vigilanza, che ha autorizzato le operazioni. In sostanza, preso atto del mutamento profondo del contesto economico e finanziario, gli Organi della Fondazione hanno ritenuto doveroso allineare i valori di bilancio del patrimonio a quelli di mercato al fine di mantenere in equilibrio la tutela dello stesso e la capacità di erogare risorse».
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