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Sequestrate tutte le cartelle cliniche

Sequestrate tutte le cartelle cliniche

Antonella Barbieri aveva avuto, in ottobre, un trattamento clinico per “deliri visivi e acustici”. Il Gip ha disposto il carcere

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Resta agli arresti in ospedale piantonata dalla polizia penitenziaria e quando i medici la dimetteranno dovrà andare in carcere. È questa la prima conseguenza giudiziaria del terribile duplice delitto messo in atto dalla 39enne Antonella Barbieri, di Carpi ma residente a Suzzara, già colpita in passato da «un grave disagio psichico», come descritto dal giudice per l’indagine preliminare Giovanni Ghini nel dispositivo con il quale ieri ha convalidato l’arresto in carcere. La donna, infatti, disse subito agli psichiatri chiamati d’urgenza dai medici del pronto soccorso di Reggio, «di aver fatto male ai suoi bimbi». Lo scorso ottobre aveva subito peraltro un trattamento clinico a causa di deliri visivi e acustici: avvertiva presenze e necessitava di un aiuto psichiatrico. Le cartelle di questo lungo trattamento avvenuto nel Mantovano sono state acquisite dalla procura, che sta cercando di ricostruire quanto accaduto prima del duplice delitto, per individuare iter medici ed eventuali responsabilità. A mettere il primo punto fermo è stata quindi l’udienza di convalida, svoltasi in una stanza dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio, dove la donna è ricoverata. Un via vai di avvocati, forze dell’ordine, che hanno fatto capolino davanti al reparto di rianimazione, dove il gip Ghini ha interrogato la donna, che si è avvalsa della facoltà di non rispondere.

I reati contestati hanno le aggravanti che contemplano in entrambi i casi la pena dell’ergastolo. Il pm Maria Rita Pantani ha contestato la premeditazione nel secondo omicidio, quello del piccolo Lorenzo Zeus, 5 anni, ucciso con un coltello lungo oltre 20 centimetri, trafitto al cuore per mano della madre che gli aveva scoperto il torace, trovato accanto a lei nell’auto parcheggiata in golena a Luzzara, nel Reggiano, già morto e coperto da un lenzuolo bianco, con la donna che si era autoinflitta un fendente non letale al polmone, motivo del suo ricovero. La piccola Kim, due anni appena, è stata trovata invece senza vita nel letto matrimoniale della casa di Suzzara, coperta da due cuscini con i quali sarebbe stata soffocata. Qui è la parentela a fungere già da eventuale aggravante.

L’ospedale, intanto ha diffuso sempre ieri mattina un nuovo bollettino medico sulle condizioni della donna, che resta in terapia semi intensiva, sotto stretto monitoraggio assistenziale e strumentale e di consulenze specialistiche. La donna non cerca i familiari, non può nemmeno incontrarli in stanza. La volontà stessa della donna, però, sembra chiara: ieri mattina si è presentata infatti anche un’altra avvocatessa inviata dalla madre dell’indagata. Barbieri però ha rifiutato il cambio di legale preferendo l’attuale difensore.

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