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«Sta facendo benzina con i miei soldi» Attenti alla truffa

«Sta facendo benzina con i miei soldi» Attenti alla truffa

In via Emilia Ovest al self service di un distributore due nomadi molto aggressive pretendono “rimborsi”

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Adesso c’è anche la truffa al self service del distributore di benzina. Pare che a metterla in scena siano state, in questi giorni, due agguerrite ragazze nomadi che ci hanno provato, in più puntate, a spillare soldi dai portafogli di ignari automobilisti, la maggior parte dei quali si è prontamente ribellata.

«Scusi, lei ha fatto benzina con i miei soldi, mi deve 20 euro». Se lo sono sentiti ripetere diversi automobilisti che domenica pomeriggio stavano cercando di fare rifornimento sulla via Emilia ovest, nella zona di palazzo Europa. Protagoniste delle tentate truffe, come detto, sono due donne nomadi che hanno prima parcheggiato il camper nell’area del distributore, davanti alle pompe di benzina, prendendo poi di mira tutti i cittadini che si fermavano per fare rifornimento al distributore.

A questi veniva di volta in volta spiegato che stavano facendo benzina con i soldi appena inseriti nella cassa automatica dalle signore, che dovevano quindi essere risarcite. Il trucco, tutto sommato, era piuttosto semplice: una richiesta di risarcimento del “pieno improprio” che, come raccontato dai cittadini avvicinati dalle due nomadi, era anche accompagnata da toni decisamente aggressivi.

Pare infatti che un anziano, che non voleva dare loro ascolto e iniziava a ribellarsi, sia stato anche colpito con la portiera della sua stessa macchina nel diverbio nato sul “risarcimento”. Una tentata truffa dunque che è stata ampiamente diffusa sui social, rimbalzando qua e là sulle pagine Facebook in modo da creare un “allerta”: per fortuna nessuno degli automobilisti ha ceduto di fronte alle richieste delle due donne. Ciò non toglie che non si debba abbassare la guardia: in tanti, magari proprio per evitare problemi, fastidi e ritorsioni con i nomadi, possono cedere alle richieste delle truffatrici.

Il consiglio che sempre danno le forze dell’ordine in questi casi è quello di prendere in mano il proprio cellulare e dichiarare apertamente e in modo chiaro e deciso che si vuole chiamare sul posto polizia, carabinieri o vigili per dirimere la questione in atto.

L’effetto che si ottiene è quasi sempre una precipitosa fuga della “controparte”.

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