I DATI DEL settore macchine ceramiche
Annata record per Acimac: nel 2017 superati i 2 miliardi
di Andrea Gilioli
Ottimi risultati per il comparto delle macchine per ceramica, che nel 2017 ha superato il muro dei 2 miliardi di euro di fatturato, risultato mai raggiunto nella storia, anche prima delle grande...
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Ottimi risultati per il comparto delle macchine per ceramica, che nel 2017 ha superato il muro dei 2 miliardi di euro di fatturato, risultato mai raggiunto nella storia, anche prima delle grande crisi, chiudendo l’anno a 2,2 miliardi, con una crescita sul 2016 del 8,8%.
Molto bene l’Italia, che, a differenza degli anni scorsi, traina il settore con un +21,5%, dovuto in particolare agli incentivi del Governo per l’industria 4.0, che hanno indotto moltissime aziende ceramiche ad effettuare grandi investimenti per usufruire dei vantaggi fiscali dell’iper-ammortamento. Un segnale positivo, che fa ben sperare anche per l’andamento futuro del comparto ceramico, dato che i grandi investimenti hanno portato, e porteranno, a un aumento costante e sensibile della qualità dei prodotti. Come sempre, per le macchine, l’export è il mercato principale, che pesa per oltre il 73%, e che continua a crescere con un + 4.8% sul 2016, arrivando a pesare ben 1.62 miliardi di euro.
A tirare sono le grandi aziende, in grado di competere sui mercati più lontani e di garantire ai clienti un post vendita accurato e sempre più basato sui sistemi informatici e il controllo a distanza, cresciute autonomamente o tramite fusioni e acquisizioni: un processo, quello del progressivo ampliamento delle aziende del settore, che non si arresterà, nonostante ci siano anche per i “piccoli” buoni spazi per fare business, in particolare specializzandosi in altissima tecnologia. Un dato, quello 2017 del comparto, che conferma la supremazia tecnologica della manifattura italiana, in grado di farsi apprezzare in ogni parte del mondo, compreso l’avanzatissimo Oriente, che a tutt’oggi continua a comperare macchine italiane.
«In Italia – ha commentato il presidente di Acimac, Paolo Sassi – il boom provocherà inevitabilmente un calo nei prossimi anni, che speriamo sia il più ridotto e lontano possibile. Di certo ad oggi molte aziende hanno il foglio ordini 2018 in gran parte completo. Siamo però ottimisti nel vedere che i mercati internazionali stanno mostrando un interessante dinamismo legato a nuovi investimenti per la produzione delle grandi lastre ceramiche».
L’anno che si avvicina serberà sorprese, che saranno svelate nell’edizione di Tecnargilla, la fiera del settore che si terrà a Rimini a settembre, in cui i produttori di macchine porteranno le loro innovazioni che disegneranno il mondo ceramico del domani.
«Chiunque siederà al governo del Paese – ha commentato il direttore di Acimac, Paolo Gambuli – dovrà parlare al mondo della manifattura ed è innegabile che il lavoro di incentivi fatto da Calenda abbia dato risultati importanti e debba essere portato avanti».
Molto bene l’Italia, che, a differenza degli anni scorsi, traina il settore con un +21,5%, dovuto in particolare agli incentivi del Governo per l’industria 4.0, che hanno indotto moltissime aziende ceramiche ad effettuare grandi investimenti per usufruire dei vantaggi fiscali dell’iper-ammortamento. Un segnale positivo, che fa ben sperare anche per l’andamento futuro del comparto ceramico, dato che i grandi investimenti hanno portato, e porteranno, a un aumento costante e sensibile della qualità dei prodotti. Come sempre, per le macchine, l’export è il mercato principale, che pesa per oltre il 73%, e che continua a crescere con un + 4.8% sul 2016, arrivando a pesare ben 1.62 miliardi di euro.
A tirare sono le grandi aziende, in grado di competere sui mercati più lontani e di garantire ai clienti un post vendita accurato e sempre più basato sui sistemi informatici e il controllo a distanza, cresciute autonomamente o tramite fusioni e acquisizioni: un processo, quello del progressivo ampliamento delle aziende del settore, che non si arresterà, nonostante ci siano anche per i “piccoli” buoni spazi per fare business, in particolare specializzandosi in altissima tecnologia. Un dato, quello 2017 del comparto, che conferma la supremazia tecnologica della manifattura italiana, in grado di farsi apprezzare in ogni parte del mondo, compreso l’avanzatissimo Oriente, che a tutt’oggi continua a comperare macchine italiane.
«In Italia – ha commentato il presidente di Acimac, Paolo Sassi – il boom provocherà inevitabilmente un calo nei prossimi anni, che speriamo sia il più ridotto e lontano possibile. Di certo ad oggi molte aziende hanno il foglio ordini 2018 in gran parte completo. Siamo però ottimisti nel vedere che i mercati internazionali stanno mostrando un interessante dinamismo legato a nuovi investimenti per la produzione delle grandi lastre ceramiche».
L’anno che si avvicina serberà sorprese, che saranno svelate nell’edizione di Tecnargilla, la fiera del settore che si terrà a Rimini a settembre, in cui i produttori di macchine porteranno le loro innovazioni che disegneranno il mondo ceramico del domani.
«Chiunque siederà al governo del Paese – ha commentato il direttore di Acimac, Paolo Gambuli – dovrà parlare al mondo della manifattura ed è innegabile che il lavoro di incentivi fatto da Calenda abbia dato risultati importanti e debba essere portato avanti».
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