Ospedale, un nuovo Pronto Soccorso
di Daniele Montanari
Pavullo. I lavori dal 2018. Possibile struttura prefabbricata durante il cantiere. Intanto sarà subito ampliata la sala d’attesa
3 MINUTI DI LETTURA
PAVULLO. Verrà con tutta probabilità realizzato un Pronto soccorso temporaneo in prefabbricato a Pavullo, per l'accesso nei due anni circa che serviranno per il restyling di quello vecchio, con lavori che dovrebbero partire nel settembre 2018 per terminare nel 2020. Lo ha fatto capire ieri Stefano Toscani, direttore del Dipartimento di Emergenza Urgenza, nell'incontro organizzato da Cgil (Augusto Casagrandi) e Cisl (Vincenzo Tagliaferri) sui progetti sanitari per il Frignano dopo la chiusura del Punto Nascite. Incontro pubblico a cui hanno preso parte anche il dg Ausl Massimo Annicchiarico, l'assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi, i direttori Silvana Borsari (Consultori familiari) e Carlo Serantoni (distretto Frignano), più il sindaco Luciano Biolchini. «Solo il primo di una serie di incontri – hanno sottolineato i sindacalisti – perché noi vigileremo sul rispetto degli impegni e vi chiameremo a riferire. Dovete capire che il clima di sfiducia che si è creato attorno all'ospedale è dovuto ai troppi ritardi che sono seguiti agli annunci passati di investimenti». Incontro sostanzialmente liscio, questo, di esposizione senza particolari contestazioni da parte del pubblico, che però è rimasto fermo alla trentina di persone. I direttori hanno riferito ciascuno per il proprio ambito, e ovviamente Toscani ha parlato dell'attesissimo progetto da 2,8 milioni (comprensivo di adeguamento tecnologico), soffermandosi sul discorso logistico: «Visto che in nessun modo potrà essere interrotto il servizio nel periodo dei lavori – ha premesso – le scelte a cui si può andare incontro sono due. La prima è individuare all'interno dell'ospedale un'area dove sia possibile ricavarci un Pronto soccorso momentaneo, idea che però non mi sembra entusiasmare nessuno, perché continuare a occuparsi di soccorso comunque di fianco a un cantiere non è affatto semplice. Più fattibile forse erigere una struttura momentanea esterna, nello stile di quelle utilizzate per i terremoti. Comunque, è una decisione che vogliamo prendere assieme al personale: abbiamo già fissato un incontro il 18 dicembre per discuterne». In attesa dei grandi lavori, ne partiranno subito di piccoli: la sala d'aspetto troppo piccola. Toscani ha precisato che entro fine anno lo spazio sarà sensibilmente ampliato con un cantierino rapido ed efficace. E i dirigenti hanno assicurato lo stesso controllo sui tempi per tutti gli altri aspetti del piano di riqualificazione. Non poteva però mancare almeno una domanda sul punto nascite: «Avevamo già un'eccellenza qui che attirava anche tante donne dalla pianura – ha detto un agente immobiliare – e io me lo ricordo bene perché c'erano periodi che davo in affitto anche 20-30 appartamenti ai loro famigliari. Non capisco perché non si è voluto puntare su questo».
«È stata una questione di sicurezza – ha risposto la Borsari - perché in una piccola struttura non è possibile gestire l'emergenza: il punto è tutto qui».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«È stata una questione di sicurezza – ha risposto la Borsari - perché in una piccola struttura non è possibile gestire l'emergenza: il punto è tutto qui».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
