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Settore carni, sciopero e corteo per Castelfrigo

di Enrico Vincenzi
Settore carni, sciopero e corteo per Castelfrigo

Castelnuovo. Lunedì manifestazione anche con delegati e attivisti del Nord Italia I sindacati: «Tutti hanno beneficiato di lavoratori in nero e sfruttamento»

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CASTELNUOVO. Una nuova manifestazione per le vie di Castelnuovo, unita a uno sciopero dei lavoratori. È quanto programmato dalla Cgil per lunedì 18 dicembre, a partire dalle 10 e 30, per continuare le manifestazioni di protesta contro il licenziamento dei lavoratori di Castelfrigo in appalto alle cooperative Work Service e Ilia D.A. La manifestazione era già stata programmata la scorsa settimana, e lunedì non saranno presenti solo i lavoratori di Castelfrigo; insieme a loro, davanti a Castelfrigo si riuniranno delegati e attivisti Flai di tutto il Nord Italia. Lo sciopero, di otto ore, interesserà i lavoratori dell'industria alimentare e degli appalti collegati degli alimentaristi e della logistica. La decisione di affiancarlo alla manifestazione è stata approvata ieri mattina, durante l'assemblea provinciale di delegati e attivisti Flai-Cgil tenutasi a Modena, «per favorire il successo dell'iniziativa», ha spiegato il sindacalista Marco Bottura. L'incontro di ieri mattina è stata anche un'occasione per fare il punto della situazione Castelfrigo. Gli eventi di lunedì saranno, infatti, solo l'ultimo capitolo di una serie di manifestazioni iniziate nei mesi scorsi, non ultimo il picchetto permanente davanti ai cancelli dell'azienda, per chiedere il rispetto dei contratti e denunciare pagamenti in nero e condizioni di lavoro estreme, tanto che gli stessi lavoratori le hanno più volte descritte con il termine “schiavitù”. Da quanto espresso ieri mattina da sindacalisti ed attivisti, intervenuti a parlare dalle 10 alle 12 e 30, se ne ricava una situazione complessa e delicata: da un lato vi sono i primi importanti passi delle istituzioni nel chiedere controlli sulle attività delle cooperative spurie, come la richiesta di indagine fatta dalla Regione alla Procura di Modena; dall'altro, il lavoro da fare resta ancora molto, e Castelfrigo è solo la punta dell'iceberg: «Il 53% delle aziende cooperative in Italia sono cooperative spurie e che lavorano nell'illegalità», ha ricordato Tamara Calzolari, citando dati recenti dell'Osservatorio Nazionale sul Lavoro. Lavoratori e attivisti hanno comunque evidenziato come si sentano ancora isolati nella loro lotta. «Una situazione come questa, sotto gli occhi di tutti, dovrebbe spingere un sindaco a scegliere una parte», ha detto Diego Capponi, rappresentante, criticando l'atteggiamento del sindaco di Castelnuovo, Massimo Paradisi. Capponi ha inoltre denunciato che «tutti i castelnovesi hanno beneficiato, facendo le dovute distinzioni, di un sistema corrotto, basato sul lavoro in nero e lo sfruttamento. Dobbiamo alzare ancora il tiro, la politica è ancora abbastanza reticente». Artan Blliku, lavoratore, ha denunciato il sentimento di solitudine provato nella lotta: «Non possiamo, in sessanta stranieri, fare la lotta per tutti i lavoratori italiani». Ha poi chiesto, insieme ad altri colleghi, di coinvolgere nella lotta altre sigle sindacali, come quella dei SiCobas, che conta anch'essa molti iscritti nel reparto carni. «Lo sciopero è aperto a chiunque voglia parteciparvi, anche di altre sigle - ha risposto Umberto Franciosi, delegato regionale della Cgil -. La cosa fondamentale è rimanere nella legalità, altrimenti abbiamo perso».

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