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Comune di Modena: stop alle slot vicine alle scuole

di Luca Gardinale
Comune di Modena: stop alle slot vicine alle scuole

Delibera rende operativa la disposizione, non potranno essere a 500 metri da istituti, chiese, oratori. C’è chi deve chiudere

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L’avversario è ostico - complice un bombardamento mediatico che con il “gioca senza esagerare” sfiora il ridicolo - ma la guerra, cominciata con l’ordinanza di inizio aprile, non si ferma. Anche perché, se saranno applicate pienamente e resisteranno alla prevedibile pioggia di ricorsi, le nuove norme saranno molto incisive, portando così a ridisegnare l’assetto della città, almeno dal punto di vista del gioco d’azzardo, che oggi offre ampie possibilità di “divertirsi” in tutti i quartieri. La novità è arrivata ieri dalla giunta, che ha approvato la delibera che, recependo le prescrizioni del Testo unico per la promozione della legalità introdotto alla fine del 2016, impone il divieto di aprire sale da gioco, sale scommesse e di installare macchinette nel raggio di 500 metri di distanza dai “luoghi sensibili”.

Luoghi che, come previsto dalla mappatura approvata insieme alla delibera, coincidono con le scuole di ogni ordine e grado, ma anche con le parrocchie, le sedi universitarie, i centri aggregativi giovanili e le residenze per anziani: di fatto centinaia di strutture che, considerando l’ampiezza del raggio in cui l’azzardo è “off limits”, renderanno quasi impossibile giocare all’interno dell’anello delle tangenziali.

A rendere le novità particolarmente incisive, sempre al netto dei prevedibili ricorsi, è il fatto che i nuovi divieti non valgono solo per le attività che apriranno sul territorio comunale, ma anche per quelle che oggi sono già in funzione: secondo i dati della Questura, oggi le sale gioco modenesi sono più di trenta, mentre gli esercizi pubblici che hanno installato apparecchi con vincite in denaro sono circa 250.

Un effetto retroattivo che di fatto prevede una distinzione: da una parte ci sono le case da gioco, i locali adibiti esclusivamente all’azzardo, che avranno sei mesi di tempo per chiudere (ovviamente solo se si trovano entro una distanza di 500 metri dai luoghi sensibili), oppure un anno se presenteranno un progetto per trasferirsi fuori dalla fascia in cui il gioco è proibito; dall’altra parte ci sono invece gli esercizi commerciali come bar e tabaccherie che ospitano slot e videolottery (e che si trovano nella zona “off limits”) per i quali è previsto l’obbligo di non rinnovare le concessioni alla scadenza naturale.

Una delibera con regole piuttosto rigide, insomma, e che adegua il territorio comunale di Modena alle prescrizioni del Testo unico dopo l’ordinanza firmata dall’assessore alla Legalità Andrea Bosi, che ad aprile scorso ha limitato a otto ore al giorno - dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22 - l’orario di funzionamento di slot machine, videopoker e tutte le altre macchinette per il gioco d’azzardo collocate negli esercizi presenti in città. Ordinanza che a otto mesi dall’approvazione ha permesso di recuperare circa 10mila euro in sanzioni alle attività che non hanno rispettato la limitazione oraria, mentre i (tanti) ricorsi promossi sono stati bocciati. Ma le nuove regole volute dal Comune incideranno anche su una questione molto “sentita” dalla politica, a partire dal Pd, che a settembre ha presentato un’interrogazione sul caso: quella della polisportiva Corassori di via Newton, che ha una sala bingo proprio di fianco all’ingresso, nella stessa struttura frequentata tutti i giorni da bambini e anziani. Anche in questo caso, come per le altre sale da gioco, l’attività dovrà adeguarsi all’ordinanza, prevedendo la chiusura della sala da gioco entro sei mesi o predisponendo un piano per il trasferimento entro un anno.
 

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