Castelfrigo, è proprio finita Licenziati i 127 lavoratori
di Sara Donatelli
Castelnuovo. Le due coop ribadiscono la strategia e scatta lo sciopero della fame Incognite su Tfr e arretrati. Il ministro Poletti: situazione oggetto d’accertamenti
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CASTELNUOVO. I licenziamenti dei 127 soci-lavoratori delle cooperative appaltatrici della Castelfrigo sono ormai ufficiali. La decisione è stata comunicata durante il tavolo di trattativa riunitosi ieri a cui hanno partecipato, oltre ad una delegazione dei lavoratori assistiti dai rappresentati sindacali della Flai-Cgil, anche i due presidenti delle cooperative, Giampietro Ertiani per la Ilia D.A. e Mauro Verme per la Work Service, assistiti dal legale Fausto Porcù e che, interrogati dai rappresentati sindacali su quanti soci-lavoratori contassero le loro cooperative, non hanno saputo rispondere.
«Sono personaggi che non abbiamo mai visto - fanno sapere i lavoratori presenti all’incontro - Non abbiamo mai fatto alcuna assemblea per eleggerli».
Il tavolo di trattativa è durato circa un’ora, durante la quale è stata respinta la principale richiesta avanzata dai lavoratori, ovvero il loro reintegro anche con una contrazione degli orari di lavoro, ma con ogni garanzia e tutela contrattuale. La motivazione data è che ad oggi non solo non sussistono più i requisiti economici nemmeno per proseguire il contratto di appalto con la Castelfrigo, che scadrà ufficialmente il 31 dicembre. I rappresentati delle cooperative hanno inoltre fatto sapere, sempre tramite il proprio legale, che il Ministero per lo Sviluppo Economico ha avviato tutte le procedure al fine di dichiarare insolventi entrambe le cooperative.
Una situazione economica al collasso che riguarda anche le altre cooperative appartenenti al Consorzio Job Service: una seconda richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali durante il confronto è infatti stata infatti quella inerente ad una ridistribuzione dei lavoratori all’interno delle altre tre coop consorziare. Anche questa ipotesi è però subito naufragata.
Rimane adesso aperta la questione dei pagamenti che spettano ai lavoratori. Tredicesima, quattordicesima, trattamento di fine rapporto e ferie residue, sono tutti soldi che spetterebbero ai dipendenti e che le cooperative in questione si sono impegnate a corrispondere. Anche in questo caso viene citata la Castelfrigo, in quanto è stato comunicato che l’azienda ha trattenuto in questi anni somme abbastanza alte che dovrebbero essere utilizzate per liquidare i dipendenti. Ai soci-lavoratori non resta dunque che iniziare lo sciopero delle fame annunciato nei giorni scorsi, sciopero che non avrebbero intrapreso se, come da loro comunicato, durante il tavolo di discussione si fosse trovato un accordo che rispettasse tutte le tutele contrattuali e retributive da loro richieste.
Intanto durante il Question Time di mercoledì scorso, il Ministro del lavoro Giuliano Poletti, rispondendo ad una interrogazione sulle false cooperative del parlamentare leghista Guido Guidesi, ha citato tra i casi attenzionati proprio la Castelfrigo che “è stata oggetto di accertamenti, all’esito dei quali sono emerse diverse violazioni alla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale”. Il Ministro ha inoltre ribadito che l’Ispettorato Nazionale del lavoro proseguirà il proprio impegno di vigilanza al fine di contrastare appalti irregolari e somministrazione illecita di manodopera.
«Sono personaggi che non abbiamo mai visto - fanno sapere i lavoratori presenti all’incontro - Non abbiamo mai fatto alcuna assemblea per eleggerli».
Il tavolo di trattativa è durato circa un’ora, durante la quale è stata respinta la principale richiesta avanzata dai lavoratori, ovvero il loro reintegro anche con una contrazione degli orari di lavoro, ma con ogni garanzia e tutela contrattuale. La motivazione data è che ad oggi non solo non sussistono più i requisiti economici nemmeno per proseguire il contratto di appalto con la Castelfrigo, che scadrà ufficialmente il 31 dicembre. I rappresentati delle cooperative hanno inoltre fatto sapere, sempre tramite il proprio legale, che il Ministero per lo Sviluppo Economico ha avviato tutte le procedure al fine di dichiarare insolventi entrambe le cooperative.
Una situazione economica al collasso che riguarda anche le altre cooperative appartenenti al Consorzio Job Service: una seconda richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali durante il confronto è infatti stata infatti quella inerente ad una ridistribuzione dei lavoratori all’interno delle altre tre coop consorziare. Anche questa ipotesi è però subito naufragata.
Rimane adesso aperta la questione dei pagamenti che spettano ai lavoratori. Tredicesima, quattordicesima, trattamento di fine rapporto e ferie residue, sono tutti soldi che spetterebbero ai dipendenti e che le cooperative in questione si sono impegnate a corrispondere. Anche in questo caso viene citata la Castelfrigo, in quanto è stato comunicato che l’azienda ha trattenuto in questi anni somme abbastanza alte che dovrebbero essere utilizzate per liquidare i dipendenti. Ai soci-lavoratori non resta dunque che iniziare lo sciopero delle fame annunciato nei giorni scorsi, sciopero che non avrebbero intrapreso se, come da loro comunicato, durante il tavolo di discussione si fosse trovato un accordo che rispettasse tutte le tutele contrattuali e retributive da loro richieste.
Intanto durante il Question Time di mercoledì scorso, il Ministro del lavoro Giuliano Poletti, rispondendo ad una interrogazione sulle false cooperative del parlamentare leghista Guido Guidesi, ha citato tra i casi attenzionati proprio la Castelfrigo che “è stata oggetto di accertamenti, all’esito dei quali sono emerse diverse violazioni alla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale”. Il Ministro ha inoltre ribadito che l’Ispettorato Nazionale del lavoro proseguirà il proprio impegno di vigilanza al fine di contrastare appalti irregolari e somministrazione illecita di manodopera.
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