Gazzetta di Modena

Modena

L’arte del “fare insieme” con i frutti della terra

di Laura Solieri
L’arte del “fare insieme” con i frutti della terra

Un orto per le scuole medie Ferraris e le elementari Palestrina «Così i ragazzi hanno riscoperto una manualità abbandonata»

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. «Abbiamo osservato i ragazzi prendere progressivamente confidenza con materiali (terra, acqua, semi, piante) e strumenti (vanga, zappa, rastrello, ...) la cui conoscenza sembra scontata, ma con i quali difficilmente i nostri alunni hanno la possibilità di rapportarsi nel quotidiano. Lentamente l'insicurezza iniziale ha ceduto il posto alla curiosità, al desiderio di "fare" e i ragazzi si sono lasciati condurre alla riscoperta di una manualità sopita, ma non dimenticata, al piacere di contemplare con soddisfazione il frutto del proprio lavoro».

A raccontare questa esperienza sono Maria Saveria Mazzamurro e Marta Esposito, docenti presso la scuola media Ferraris di Modena e referenti del progetto orto per questa scuola, insieme a Samantha Righi e Anna Corvino, insegnanti della scuola primaria Palestrina e a loro volta referenti nel loro istituto.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16234107:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16234107:1650044990/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Il progetto orto nasce presso la scuola Ferraris come uno dei percorsi attivati per l'anno scolastico 2015-16 all'interno del più ampio progetto d'istituto “Io Amo i Beni Culturali: Nel meraviglioso mondo delle piante dimenticate", realizzato grazie al sostegno e la collaborazione di diverse realtà tra cui l'Archivio Storico, l'Orto Botanico di Modena e nello specifico il Centro Sociale Anziani e Orti S. Lazzaro, Modena Est. ll percorso è stato concepito come attività interdisciplinare a classi aperte, un’esperienza laboratoriale, pratica e cooperativa in grado di coinvolgere anche gli alunni più recalcitranti e che evidenziano maggiormente la necessità di integrare la didattica tradizionale con una didattica laboratoriale, pratica e cooperativa.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16234109:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16234109:1650044990/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«Attualmente il progetto coinvolge la scuola secondaria Ferraris (Progetto “Orto”) e la scuola primaria Palestrina (Progetto “Gioco e imparo”) e stiamo riflettendo sulle modalità operative per coinvolgere il plesso di Saliceto Panaro – spiegano le insegnanti - La collaborazione con il Centro Sociale Anziani e Orti continua ad essere proficua, infatti la scuola ha in concessione un orto che coltiva con l’aiuto del sig. Bertarelli. Tale collaborazione è portata avanti perché oltre alla valenza didattica crediamo fortemente nella cooperazione tra scuola e enti del territorio per la realizzazione di una scuola aperta, viva, partecipata.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16234108:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16234108:1650044990/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Con l’intento di migliorare la qualità dell’inclusione scolastica – concludono le docenti - abbiamo ampliato nel tempo i tradizionali percorsi di accoglienza rivolti ai bambini e ragazzi in difficoltà e alle loro rispettive classi rivolgendo l’attenzione anche, in un’ottica di prevenzione, al disagio scolastico e sociale realizzando i percorsi “orto” e “cucina” (entrambi contenuti nel progetto “Gioco e Imparo”) che hanno consentito ad alunni di età diverse di lavorare fianco a fianco nell’ottica del Learning by doing, peer tutoring e della peer collaboration».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google