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Oggi i “Balilla del terzo Millennio” ma sabato ci sarà l’ Italia del 2030

di Ivan Sciapeconi
Oggi i “Balilla del terzo Millennio” ma sabato ci sarà l’ Italia del 2030

Giorno 166 dal concerto di Vasco, il Modena Park. Cinque mesi fa festeggiavamo l’arrivo di duecentoventimila ragazzi delle più disparate età, oggi siamo qui a domandarci come finirà il presidio dei...

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Giorno 166 dal concerto di Vasco, il Modena Park. Cinque mesi fa festeggiavamo l’arrivo di duecentoventimila ragazzi delle più disparate età, oggi siamo qui a domandarci come finirà il presidio dei fascisti contro lo Ius Soli.

Un bell’enigma, questo andare su e giù nel tempo, un fatto che avrebbe messo nelle grane anche quel gran vecchio dell’Einstein.

A luglio abbiamo messo il cappello sul futuro, abbiamo riempito una casellina nel gran gioco della Storia. Negli anni a venire ci sarà qualcuno che dirà: “hai visto, questi modenesi che fighi.”

Adesso, invece, a dicembre, facciamo un tuffo nel passato e torniamo ai tempi dell’idrolitina, dei vestiti sotto naftalina, di Maramao perché sei morto. Cose da vecchiette davanti al camino, direte voi, punto croce e commenti sul matrimonio dell’Adalgisa...

E invece no, i nostalgici dei tempi che furono sono ragazzotti senza un capello perché fa più virile, con il bomber perché la divisa ci piace tanto e lo smartphone in tasca perché nessuno, neanche gli autarchici, possono più farne a meno.

E’ ovvio che i Balilla del terzo millennio hanno contro gli antifascisti: centri sociali, partiti di sinistra, associazione dei partigiani.

Quello che non sanno le teste rapate, però, è che se la dovranno vedere anche con le maestre: gente tosta.

Per una pura coincidenza, il diciotto dicembre e quindi tre giorni dopo la manifestazione dei nostalgici, vedrete sfilare i bambini della scuola primaria fino a Piazza Grande. Nulla a che vedere con la politica o il riconoscimento della cittadinanza ai bambini stranieri. Solo un paio di canzoni sotto l’albero per augurare Buon Natale alla città. Cappellino bianco e rosso in testa, duecento e passa bambini daranno un po’ di colore a Modena d’inverno.

Se non avete altro da fare, andateli ad ascoltare, il diciotto dicembre. Avrete un’idea precisa di come sarà l’Italia nel duemilatrenta circa, quando questi bambini saranno usciti dall’Università.

Sarà un’Italia cresciuta insieme, un’Italia che si è conosciuta all’asilo e ha costruito un’identità nuova grazie a maestre toste, come quelle che faranno cantare i bambini in Piazza Grande. Sarà un’Italia colorata e intonata.

Nel frattempo, noi grandi cerchiamo di spiegarlo a questi ragazzotti vestiti di nero, pieni di nostalgia e -forse, chissà- pure stonati.

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