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«Un abitante su due è socio delle nostre cooperative»

di Luca Gardinale
«Un abitante su due è socio delle nostre cooperative»

Il presidente Benini: «Sono 530mila su oltre un milione nelle due province Gli occupati per l’ 89% a tempo indeterminato». La distribuzione degli utili

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Dalla cooperazione “classica”, come quella che riguarda il mondo del consumo, a quella 2.0, con la nascita di cooperative di utenti che magari si mettono insieme per avere più influenza davanti ai colossi delle telecomunicazioni. Capitale sociale e umano che si auto-organizza per soddisfare i propri bisogni, e che in queste terre è ancora molto solido.

Lo confermano gli oltre 530mila soci di Legacoop Estense, nata nel marzo 2016 dall’unione delle centrali cooperative di Modena e Ferrara: un numero particolarmente significativo, perché vuol dire che un cittadino modenese o ferrarese su due - complessivamente le due province hanno un milione e 50mila residenti - è socio di una delle 217 cooperative che fanno parte del mondo Legacoop.

Dati che sono stati resi pubblici ufficialmente ieri, durante la conferenza stampa in cui è stato fatto il bilancio del primo anno e mezzo di matrimonio “estense”.

Partendo dai soci, dunque, il numero è stabile, con 530mila297 tesserati a una delle coop del sistema: ovviamente la parte del leone la fa la cooperazione di consumo, che incide per il 95 per cento su questo numero. Per quanto riguarda la composizione dei soci, l’età media è di 53 anni e solo il 18 per cento è donna, anche se nel complesso del mondo cooperativo si sta assistendo a una crescita significativa della presenza femminile, tanto nei consigli di amministrazione quanto nelle posizioni apicali.

Il presidente resta mediamente in carica per due-tre mandati, che corrispondono a una media di otto anni: «Un dato significativo - spiega il presidente di Legacoop Estense, Andrea Benini - perché una delle caratteristiche delle false coop è il mandato di sei mesi».

Un altro dato significativo è il rapporto medio tra la retribuzione minima e quella massima, che è di 1 a 3,22, mentre nelle aziende private tocca il rapporto 1 a 5. Dal punto di vista della partecipazione economica, oltre alla quota sociale - che interessa il 100% dei soci - è rilevante l’aspetto della ripartizione dell’utile: le cooperative aderenti a Legacoop Estense confermano l’obiettivo di ricapitalizzarsi a favore delle generazioni future, destinando il 72% dell’utile a riserva. Il 3% è la riserva obbligatoria da versare al fondo mutualistico nazionale e il restante 25% degli utili, in coerenza con lo scopo mutualistico, è stato distribuito ai soci. Spostandosi sul fronte occupazionale, il mondo Legacoop dà lavoro a oltre 30mila persone tra Modena e Ferrara. Un numero in crescita del 3%, pur con andamenti diversi a seconda dei settori: segno più per sociali e servizi, anche se con significative riduzioni dei margini, ancora in sofferenza i comparti colpiti dalla crisi, come le costruzioni e i serramenti. Molto positiva la percentuale di presenza femminile fra gli occupati - pari al 59 per cento - e quella relativa al tipo di contratto di lavoro: l’89 per cento è a tempo indeterminato.

«Numeri positivi - commenta il presidente Benini - che confermano la tendenza delle nostre terre, insieme al resto della regione e al Trentino-Alto Adige, a mettere insieme il capitale umano per soddisfare le esigenze dei cittadini».

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