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Chiesa di S. Paolo tempo di rinascita

Chiesa di S. Paolo tempo di rinascita

Avviato l’iter per restaurare l’edificio e la sala delle Monache Si cerca chi gestirà il complesso con spazio bar e ristorante

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A primavera 2019 Modena rivedrà l’ex chiesa di San Paolo e l’annessa sala delle Monache in via Selmi finalmente restaurate. Per quella data verrà - finalmente - anche assegnata la gestione dell’antico complesso che negli ultimi decenni è sempre stata sede di scuole pubbliche, luoghi di ristorazione e università. In questi storici spazi torneranno anche le mostre d’arte - la Provincia prima del 2012 ne ha realizzate qui a decine - oltre ad attività temporanee di degustazione.

Ieri, infatti, l’amministrazione comunale ha spiegato che si sta discutendo con un interlocutore interessato a rilevare la gestione di bar, ristorante ed ex chiesa appunto con gli spazi annessi. Assegnamento diretto dopo che nei mesi scorsi due bandi sono andati deserti. I lavori all’ex chiesa partiranno in estate e dureranno dieci mesi: intervento dal costo di 1,27 milioni di euro, 770mila di fondi dal terremoto e il resto da Comune e Fondazione Cassa di risparmio. «L’obiettivo è completare e dare alla città anche questa struttura storica - spiegano il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e il vice Gianpietro Cavazza. E’ un luogo importante per la cultura e anche socialmente, per questo ne rigeneriamo gli spazi. Non dimentichiamo che qui a due passi ci sarà anche il liceo Sigonio con 700 studenti dunque è un bel passo avanti».

Il San Paolo, restaurato pochi anni fa, oggi ospita ai piani superiori la biblioteca di Giurisprudenza oltre a un asilo pubblico. Tanti, però, i saloni vuoti a piano terra, mentre a fianco ci sono la scuola di Ert e la scuola di Belcanto un tempo di Mirella Freni, con i suoi begli spazi largamente sottoutilizzati. A illustrare la parte del progetto sono l’assessore ai lavori pubblici Gabriele Giacobazzi e il progettista comunale Lucio Fontana.

«Completiamo i lavori - spiega l’assessore - e al contempo discutiamo con l’interlocutore per la gestione. Nei mesi scorsi più di un interessato ha visitato gli spazi e ci ha chiesto di visionare i progetto che ha ottenuto tutte le autorizzazioni, comprese ovviamente quelle della Soprintendenza. Facciamo un bel passo avanti restaurando quegli luoghi che hanno subito danni con le scosse del maggio 2012. Il San Paolo era già restaurato ai tempi del sisma, mentre nell’ex chiesa vennero sospesi a seguito del sisma e alla Regione è stato quindi presentato un progetto specifico con finanziamenti strettamente legati al riparo dei danni del sisma». Spiega l’architetto Fontana: «In particolare, nella Sala delle monache sarà effettuata la posa del pavimento in cotto di recupero, verrà realizzato un nuovo sistema di illuminazione, che prevede un elemento appeso al centro della volta, due totem per lato, progettati appositamente per illuminare adeguatamente la sala valorizzandone l’apparato decorativo e prese in pozzetti a pavimento per integrare l’illuminazione in occasione dell’allestimento delle mostre temporanee: Sarà installato un impianto di climatizzazione con pannelli radianti a pavimento e verranno inoltre effettuati interventi di ritocco pittorico a tutte le superfici delle pareti e della volta. Abbiamo anche deciso di restaurare i numerosi reperti, oggetti e targhe storiche che abbiamo individuato negli spazi da recuperare».

La storica sala delle monache è quella più importante dal punto di vista artistico: per questo sarà interessata da un restauro conservativo delle pitture presenti nelle superfici delle pareti e della volta. Per effettuare gli interventi di consolidamento strutturale sarà necessario smontare il Crocifisso dalla parete e proteggere in modo sicuro le quattro sculture posizionate nelle nicchie.

Stefano Luppi

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