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Savignano, dove il gioco non va mai a dormire

di Luca Gardinale
Savignano, dove il gioco non va mai a dormire

Con 2017 euro a testa è il primo paese del Modenese per spesa in slot e vlt Sale aperte anche di notte, buffet gratuito e Gratta e Vinci con il caffè

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SAVIGNANO. “Din-din-din”. Quando vince sono le 12.07, e lui in effetti controlla l’orologio. Ventisette monete - non una grossa vincita, ma abbastanza per far scattare un piccolo segnale di vittoria, la mano destra che si stacca dal tasto “start” e diventa un pugno agitato in aria - che scendono dal bocchettone di “Las Vegas gold”. E ci rientrano subito, perché il punto è proprio quello: quel che si vince si rigioca, perché magari si vince ancora. Paolo ha sessant’anni e la giacca ancora addosso: nella sala slot di via Claudia non fa freddo e lui è nella sala fumatori da un paio d’ore, ma preferisce non spogliarsi. Siamo a Formica di Savignano, il Comune modenese che, secondo il rapporto “SlotInvaders 2017”, spende di più nel gioco d’azzardo: nel 2016 i 9mila172 residenti hanno giocato poco più di 2mila euro a testa in slot machine e videolottery, staccando Formigine (1712 euro) e Sassuolo (1659). Ovviamente si tratta di dati medi, il che significa che ci sono tanti cittadini che non giocano e alcuni che in un anno spendono molto più di quei 2mila euro.

Sicuramente spende di più Paolo, che tra un “clic” e l’altro - la mano destra non si stacca mai dal tasto - spiega di passare solo ogni tanto, «una o due volte la settimana». La sala slot, aperta h24, ospita 17 macchinette, di cui 13 nella sala fumatori e le altre 4 nella sala d’ingresso, riservata ai non fumatori. I giochi hanno nomi che potrebbero andar bene per una serie tv: c’è White knight, ma anche River queen, Luck of the Irish e Ocean tale. Poi ci sono anche i nomi più espliciti - 5000 roulette e Powers stars - ma anche i giochi a tema animali, come il simpatico Artie armadillo. Paolo sembra avere una preferenza netta per Las Vegas gold: ogni tanto si sposta e fa una giocata alle altre macchinette, ma poi torna lì.

Dall’interno è difficile capire che ora sia: i vetri sono in buona parte oscurati e tutto è dominato da una luce artificiale resa rossastra dal fatto che le lampade sono vicinissime alla parete rossa. Nessuna musica, a parte i suoni delle macchinette e quelli delle monete che vengono giù quando si vince, anche perché è meglio non distrarre i giocatori con qualcosa che non sia strettamente emesso dalle macchinette. Per trovare un’altra possibilità di gioco bisogna spostarsi di mezzo chilometro, sempre a Formica, nel bowling riconvertito in sala vlt: anche lui aperto 24 ore su 24, e diviso in una zona dedicata a bowling e videogames e una, vietata ai minori di 18 anni, che ospita 25 macchinette. Anche qui l’unica luce è quella artificiale e l’unico suono è quello delle macchine. Ma in più, rispetto all’altra sala, c’è un servizio: un buffet (gratuito) costantemente rifornito, in modo che i giocatori possano fermarsi anche a pranzo o a cena. Del resto, per giocare non è necessario andare nella sala vlt: basta entrare nella pasticceria siciliana - aperta dalle 5 alle 23 - che oltre alle leccornie della Trinacria offre quattro macchinette. Entrando non si vedono, ma i clienti sanno dove sono. Del resto, il bar dall’altra parte della via Claudia, al momento di pagare il caffè, ti propone un bel gratta e vinci, trasformando il conto da 1 a 11 euro. Alle 13.27 Paolo è ancora nella “sua” sala slot, ma il silenzio della stanza è interrotto dal telefono che squilla: «Sì, dieci minuti e arrivo a pranzo».
 

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