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Attrezzi, targhe false e una carabina rubata trovati nel capannone

Attrezzi, targhe false e una carabina rubata trovati nel capannone

Spilamberto. Arrestato un ricettatore evaso dai domiciliari È un 43enne di Prignano. Denunciato anche il suo compare  

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SPILAMBERTO. Doveva essere nella sua abitazione di Prignano poiché sottoposto agli arresti domiciliari e, invece, i carabinieri lo hanno pizzicato in giro per Spilamberto: è così che per un italiano nato nel 1974 sono scattate le manette con l’accusa di evasione, più una nuova denuncia.

L’operazione dei militari della locale stazione di Spilamberto è avvenuta venerdì nel tardo pomeriggio. I carabinieri, attorno alle 19, hanno scovato due persone sospette in un capannone in disuso e sono scattati immediatamente i controlli. Uno è risultato essere l’uomo che sarebbe dovuto essere agli arresti domiciliari a Prignano, l’altro un marocchino nato nel 1973. Per quest’ultimo è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria, in concorso con il compagno, con le accuse di ricettazione e falsità materiali.

Infatti, nel corso dei controlli, i militari hanno scoperto che i due non si trovavano lì per caso, avevano un valido motivo per essere in quel capannone dismesso al sicuro da occhi indiscreti. All’interno della struttura è stata trovata una carabina; un’arma sulla quale pendeva una denuncia per furto. Era stata rubata, infatti, nel 2014 ad un cittadino di Spilamberto 70enne. Per questo motivo è scattata la denuncia per ricettazione nei confronti dei due: i carabinieri non hanno potuto provare che i due fossero i colpevoli di quel furto, ma solo che fossero in possesso di un’arma rubata.

Inoltre i carabinieri hanno trovato anche quattro targhe di motociclette contraffate e da qui l’altra denuncia per falsità di materiale.

I carabinieri hanno poi proseguito la perquisizione all’interno dell’automobile e qui è stato trovato materiale edile di dubbia provenienza, tra cui diversi trapani, che hanno ulteriormente rafforzato l’ipotesi che fossero dediti a reati predatori.

È possibile che i due utilizzassero quel capannone semi-abbandonato come una sorta di covo o nascondiglio per le loro attività criminali. Tanto che l’italiano del 1974 era agli arresti domiciliari a Prignano proprio per l’accusa di furto. (gib)

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