la posizione di “Emilia Antifa”
«Dalla polizia violenza inaudita»
«Ottenuto il risultato che i fascisti non hanno potuto girare in città»
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Dopo la manifestazione la riflessione postata sui social a firma di Emilia Antifascista. «Gli antifascisti convenuti a Porta Bologna si sono dovuti, fin da subito, contrapporre alle provocazioni di una questura che ha fatto di tutto per ostacolare la mobilitazione antirazzista e alzare strumentalmente la tensione. Prima opponendosi al tentativo della polizia di chiudere il presidio da entrambi i lati e pretendere i documenti a tutti coloro che stavano raggiungendo la piazza, poi contrastando la decisione di sequestrare senza motivo la vettura che stava portando l’amplificazione al presidio autorizzato. La tensione, alzata strumentalmente in un escalation di provocazioni poliziesche, è arrivata al culmine con le cariche brutali che hanno investito il presidio con una violenza che a Modena non si vedeva da anni: ne sono una prova i diversi feriti, alcuni gravi, che hanno ricevuto le cure mediche e i fermati, pescati a caso tra la folla». «Tuttavia - proseguono - ci preme rilevare come una mobilitazione antifascista nata dal basso, partita settimane fa attraverso lo smascheramento sulla vera natura del sedicente comitato “Difendi Modena”, poi culminata nella grande piazza antirazzista di Porta Bologna, abbia ottenuto il risultato non scontato di contrapporsi e ridimensionare fortemente quella che nei fatti voleva essere una calata della galassia nera extraregionale: i fascisti non hanno potuto girare liberamente per Modena, questo è un dato di fatto». Emilia Antifascista conclude: «Dalla mobilitazione antifascista ripartiamo, consapevoli dei suoi limiti ed errori, delle nostre mancanze e degli enormi passi ancora da fare, ma con la certezza che la lotta per una società più libera, eguale e giusta debba passare obbligatoriamente da una pratica antifascista quotidiana e determinata, quanto più inclusiva dal basso ed espansiva orizzontalmente».
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