la soddisfazione di Terra dei padri
«Grande differenza tra noi e loro»
«Cantavamo “La leggenda del Piave”, dall’altra parte bombe carta»
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Grande soddisfazione per “Terra dei padri”, il circolo che assieme ad altre sigle dell’ultradestra è stato trai promotori del presidio anti ius soli andato in scena al monumento ai Caduti completamente blindato dalle forze dell’ordine.
«Non la pioggia e il freddo, non le violente minacce dei sinistri parassiti/mantenuti dei centri sociali, non le intimidazioni e le ingiurie amplificate da certa stampa, non il clima di paura istillato nei modenesi. Nulla insomma ha fermato le centinaia di persone che hanno manifestato sotto il Monumento ai Caduti tutto il loro orgoglio di appartenenza e la chiara avversione alla follia sostitutiva di popolo che è lo ius soli. Tutti, comunque, a chiedere rispetto, a fare sentire la propria voce senza i filtri di politicamente corretto, a chiedere più libertà e a cantare in coro a squarciagola la Leggenda del Piave tra gli alberi di un parco che, come pochi sanno, fu piantumato dopo la Grande guerra e dove ogni albero rappresenta un caduto modenese di quell'immane tragedia». La nota postata sui social dal circolo condanna gli scontri: «Dall'altra parte del parco, a Porta Bologna invece, in contemporanea, la città ha potuto ascoltare le bombe carta, le urla belluine delle orde di Gog e Magog dei teppisti anarchici e antagonisti, quasi tutti bolognesi, il loro lancio di oggetti contro le forze di polizia, le cariche e le controcariche in piena notte e sotto le finestre di modenesi allibiti e sbigottiti da tanta violenza gratuita e ingiustificata da parte di sconosciuti. Ecco dunque la differenza tra noi e loro».
«Non la pioggia e il freddo, non le violente minacce dei sinistri parassiti/mantenuti dei centri sociali, non le intimidazioni e le ingiurie amplificate da certa stampa, non il clima di paura istillato nei modenesi. Nulla insomma ha fermato le centinaia di persone che hanno manifestato sotto il Monumento ai Caduti tutto il loro orgoglio di appartenenza e la chiara avversione alla follia sostitutiva di popolo che è lo ius soli. Tutti, comunque, a chiedere rispetto, a fare sentire la propria voce senza i filtri di politicamente corretto, a chiedere più libertà e a cantare in coro a squarciagola la Leggenda del Piave tra gli alberi di un parco che, come pochi sanno, fu piantumato dopo la Grande guerra e dove ogni albero rappresenta un caduto modenese di quell'immane tragedia». La nota postata sui social dal circolo condanna gli scontri: «Dall'altra parte del parco, a Porta Bologna invece, in contemporanea, la città ha potuto ascoltare le bombe carta, le urla belluine delle orde di Gog e Magog dei teppisti anarchici e antagonisti, quasi tutti bolognesi, il loro lancio di oggetti contro le forze di polizia, le cariche e le controcariche in piena notte e sotto le finestre di modenesi allibiti e sbigottiti da tanta violenza gratuita e ingiustificata da parte di sconosciuti. Ecco dunque la differenza tra noi e loro».
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