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Il conto salato di Carpi: spesi 135 milioni

Il conto salato di Carpi: spesi 135 milioni

È la somma del denaro raccolto da tutti i giochi d’azzardo nel solo 2016: circa 1900 euro a testa

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A Carpi nel 2016 sono stati scommessi 135 milioni di euro. Sono dati inquietanti quelli resi noti dall’amministrazione comunale e ottenuti dopo una formale richiesta ufficiale fatta dal sindaco ad Aams-Agenzia Dogane e Monopoli di Stato. I 135 milioni sono la raccolta totale (circa 1900 euro a testa, si tratta dell’insieme delle puntate); slot machine e videolottery arrivano ai due terzi circa del totale, seguono poi Gratta &Vinci, Bingo, Lotto, scommesse sportive, Superenalotto. Se a questa cifra si tolgono i proventi dell’erario (che non è solo quello statale ma è una voce che comprende anche i concessionari, i gestori, i produttori…) e che ammontano a 15,2 milioni e poi le vincite, 105 milioni, ecco che si scopre che l’anno scorso le perdite di chi ha giocato d’azzardo a Carpi sono arrivate a 30 milioni di euro, oltre 400 euro a testa, neonati compresi. Nel Consiglio comunale del 21 settembre con un ordine del giorno aveva chiesto all’unanimità che l’amministrazione comunale di Carpi adottasse buone prassi amministrative contro il gioco d’azzardo. La Giunta comunale nella seduta del 12 dicembre ha approvato una delibera proprio su questo tema, che prevede una mappatura dei luoghi sensibili entro 500 metri dai quali non possono esercitare locali con apparecchi per il gioco d’azzardo, sale giochi o sale scommesse. Il fine della mappatura, una volta conclusa, è quello di limitare o vietare queste attività.

«Il fenomeno è ormai molto diffuso e sta assumendo proporzioni preoccupanti – sottolinea il sindaco Alberto Bellelli - Sono decine le persone in cura. Con questa delibera proviamo a contrapporci alla proliferazione di luoghi dove poter giocare».

Anche a Formigine, dove è già attiva una ordinanza per la limitazione oraria entrata in vigore nel 2017, il gioco alle slot è un fenomeno di grande proporzioni: nel 2016 ciascun formiginese ha speso 1712 euro, per un conto complessivo di 58, 78 milioni raccolti da videolottery e slot. Ecco perchè il Comune sta cercandi di porre un ulteriore freno con la mappatura dei luoghi sensibili per il gioco. Sono in totale 86 questi luoghi, così suddivisi: 17 istituti scolastici di ogni ordine e grado; 12 luoghi di culto; 35 impianti sportivi; 13 strutture residenziali e semiresidenziali in ambito sanitario o sociosanitario; 9 luoghi di aggregazione giovanile e oratori. Il secondo step prevede di verificare che i luoghi sensibili siano ad almeno 500 metri di distanza da sale giochi e sale scommesse. In caso contrario, Il Comune dovrà comunicare ai titolari di attività commerciali che detengono apparecchi per il gioco d’azzardo il divieto di aprire nuovi esercizi, di rinnovare le concessioni in essere o di sublocare i contratti, oltre all’obbligo di indicare sugli apparecchi la data di scadenza dei contratti. Alle sale gioco e alle sale scommesse che non rispettano la distanza dei 500 metri verrà invece comunicato un provvedimento di chiusura entro il termine dei sei mesi. (gib)

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