La fontana sarà restaurata Trovati i ventimila euro
di Daniele Montanari
Fanano. L’architetto Gasperini realizzerà il recupero del gioiello di piazza Corsini Soldi reperiti con una raccolta pubblica in meno di un anno. Il sindaco: «Grazie»
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FANANO . Va in porto il primo progetto di crowdfunding dell'Appennino. Quello della fontana di piazza Corsini, a Fanano, lanciato a fine 2016 per restaurare il gioiello del 1913 che ormai porta tutti i segni del tempo. La raccolta fondi, fatta in collaborazione con l’Apt “Fanano è”, ha raggiunto i 20mila euro, grazie a tanti fananesi ma anche di gente da fuori. A questi si aggiungeranno 10mila euro comunali per chiudere il cerchio e passare all’azione. Il traguardo è stato festeggiato ieri all’Hotel Firenze con la presentazione del piano di recupero predisposto dall’architetto pisano Massimo Gasperini e la consegna di un riconoscimento ai benefattori (un attestato e una riproduzione delle maschere della fontana eseguita dall’artista vignolese Marco Fornaciari). Obiettivo adesso accantierare ad aprile-maggio e restituire ai fananesi in 45 giorni lavorativi una struttura in grado di resistere al tempo per altri cent’anni. Il simbolo del paese proiettato nel futuro, insomma, perché la fontana è da sempre anche crocevia di vita sulla piazza, tanto da essere addobbata anche adesso per Natale. È frutto dell’estro dell’ingegner Lapo Farinati degli Uberti (che aveva mamma fananese e papà di Cutigliano), che nel 1909 fu incaricato di progettare un acquedotto reso possibile dalla donazione, da parte della famiglia di Camillo Monari, della fonte di Rovina Rasa, a Fellicarolo. Un’opera ambiziosa (3,8 km con arcate sui fiumi, bacini di conserva e filtri), tra i primissimi acquedotti della montagna. A fine 1912 iniziò a lavorare alla ciliegina sulla torta: una fontana piramidale in pietra serena locale, crocevia di quattro adduzioni simboleggiate ciascuna da una maschera a parete (che sembrano uguali ma in realtà hanno espressioni diverse), da posizionare nel punto in cui dal 1899 c’era uno dei primissimi lampioni elettrici della montagna. In seguito fu poi deciso di rimettervi in cima il lampione (lì da 56 anni), dandole la fisionomia attuale. Tutto questo è stato passato a setaccio dall’architetto Gasperini con uno scanner laser leica tridimensionale in grado di mapparne ogni millimetro quadrato, per poter classificare ogni minimo frammento del monumento (tutelato dalla Soprintendenza), verificarne le condizioni e procedere al restauro conservativo in un cantiere che sarà aperto a tutti. «Senza la fontana Fanano non sarebbe lo stesso: è un onore per me questo incarico» ha commentato Gasperini. «Ringrazio lui, tutti gli sponsor, Marco Morini dell’Apt e Francesco Prandini che ha realizzato il libro sulla storia della fontana» ha detto il sindaco Stefano Muzzarelli. «Abbiamo dato vita a questa raccolta fondi per permettere ai fananesi di stringersi attorno al loro monumento, simbolo di storia e radici: è bellissimo recuperalo insieme».
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