«Limitare l’azzardo è questione di civiltà»
L’ultima novità è arrivata mercoledì scorso, quando la giunta ha approvato la delibera che ha imposto lo stop a tutte le attività che si trovano entro una distanza di 500 metri dai luoghi sensibili,...
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L’ultima novità è arrivata mercoledì scorso, quando la giunta ha approvato la delibera che ha imposto lo stop a tutte le attività che si trovano entro una distanza di 500 metri dai luoghi sensibili, con l’obiettivo di “svuotare” la città da sale slot e macchinette. Ma Andrea Bosi, assessore alla Legalità del Comune di Modena aveva già iniziato otto mesi prima, con l’ordinanza anti-slot, la sua battaglia contro il gioco d’azzardo.
Assessore, cosa prevede l’ordinanza?
«Limita a 8 ore al giorno l’orario di funzionamento di slot machine, videopoker e tutte le altre macchinette per il gioco d’azzardo, dalle slot alle vlt, collocate nelle sale da gioco e nei locali di Modena. Di fatto, si può giocare solo dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22, festivi compresi, mentre per il resto della giornata le macchine devono rimanere spente. I titolari delle sale da gioco e degli esercizi che ospitano le macchinette devono esporre un cartello che indica chiaramente gli orari di gioco».
A otto mesi di distanza è già possibile fare un bilancio?
«Per ora le cose stanno andando bene: le regole sono state rispettate da gran parte dei locali, mentre chi non lo ha fatto è stato sanzionato. Al momento abbiamo recuperato quasi 10mila euro dalle sanzioni, che vanno da 75 a 450 euro per chi non rispetta gli orari, mentre chi non espone i cartelli con l’avviso può ricevere sanzioni che vanno da 50 a 300 euro. Questo per chi viene sorpreso per la prima volta, mentre per i recidivi sono previste sanzioni più pesanti».
Perchè limitare gli orari?
«Si tratta di una battaglia di civiltà, perché l’azzardo crea problemi enormi, con costi sociali elevatissimi per la collettività. Il bilancio dei primi mesi di applicazione dell’ordinanza è quindi positivo: ora invitiamo anche i cittadini a segnalare il mancato rispetto delle regole, facendo notare prima ai gestori stessi che violando le norme possono andare incontro a sanzioni pesanti, e in secondo luogo contattando direttamente la municipale. Allo stesso tempo, lavoriamo anche sulla prevenzione, con il marchio “Slot free”, un progetto che premia tutti gli esercizi che rinunciano alle slot».
Cosa prevede la delibera approvata mercoledì scorso?
«Il divieto di aprire sale da gioco o di esercitare il gioco d’azzardo se l’attività si trova entro 500 metri di distanza dai luoghi sensibili, come scuole, parrocchie, università, centri giovanili e residenze per anziani. Le regole hanno effetto retroattivo: le case da gioco già aperte che si trovano entro 500 metri dai luoghi sensibili hanno sei mesi per chiudere, che diventa un anno se hanno un progetto per trasferirsi fuori dalla zona “off limits”. Per quanto riguarda gli altri esercizi che ospitano macchinette - e che si trovano sempre nel raggio di 500 metri dai luoghi sensibili - la delibera prevede l’obbligo di non rinnovare la concessione alla scadenza».
Tra i casi anomali ci sono tante polisportive con macchinette, mentre nel caso della Corassori di via Newton c’è addirittura una sala bingo nella struttura che ospita la polivalente.
«Da questo punto di vista le cose vanno meglio, perché nell’ultimo anno diverse polisportive, a partire dalla Gino Pini, hanno deciso di liberarsi di slot e vlt, perché le macchinette creavano ambienti mal frequentati e poco sereni. Per quanto riguarda la Corassori, anche lei si dovrà adeguare alle novità, e dunque la sala bingo avrà sei mesi per chiudere o un anno per trasferirsi». (l.g.)
Assessore, cosa prevede l’ordinanza?
«Limita a 8 ore al giorno l’orario di funzionamento di slot machine, videopoker e tutte le altre macchinette per il gioco d’azzardo, dalle slot alle vlt, collocate nelle sale da gioco e nei locali di Modena. Di fatto, si può giocare solo dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22, festivi compresi, mentre per il resto della giornata le macchine devono rimanere spente. I titolari delle sale da gioco e degli esercizi che ospitano le macchinette devono esporre un cartello che indica chiaramente gli orari di gioco».
A otto mesi di distanza è già possibile fare un bilancio?
«Per ora le cose stanno andando bene: le regole sono state rispettate da gran parte dei locali, mentre chi non lo ha fatto è stato sanzionato. Al momento abbiamo recuperato quasi 10mila euro dalle sanzioni, che vanno da 75 a 450 euro per chi non rispetta gli orari, mentre chi non espone i cartelli con l’avviso può ricevere sanzioni che vanno da 50 a 300 euro. Questo per chi viene sorpreso per la prima volta, mentre per i recidivi sono previste sanzioni più pesanti».
Perchè limitare gli orari?
«Si tratta di una battaglia di civiltà, perché l’azzardo crea problemi enormi, con costi sociali elevatissimi per la collettività. Il bilancio dei primi mesi di applicazione dell’ordinanza è quindi positivo: ora invitiamo anche i cittadini a segnalare il mancato rispetto delle regole, facendo notare prima ai gestori stessi che violando le norme possono andare incontro a sanzioni pesanti, e in secondo luogo contattando direttamente la municipale. Allo stesso tempo, lavoriamo anche sulla prevenzione, con il marchio “Slot free”, un progetto che premia tutti gli esercizi che rinunciano alle slot».
Cosa prevede la delibera approvata mercoledì scorso?
«Il divieto di aprire sale da gioco o di esercitare il gioco d’azzardo se l’attività si trova entro 500 metri di distanza dai luoghi sensibili, come scuole, parrocchie, università, centri giovanili e residenze per anziani. Le regole hanno effetto retroattivo: le case da gioco già aperte che si trovano entro 500 metri dai luoghi sensibili hanno sei mesi per chiudere, che diventa un anno se hanno un progetto per trasferirsi fuori dalla zona “off limits”. Per quanto riguarda gli altri esercizi che ospitano macchinette - e che si trovano sempre nel raggio di 500 metri dai luoghi sensibili - la delibera prevede l’obbligo di non rinnovare la concessione alla scadenza».
Tra i casi anomali ci sono tante polisportive con macchinette, mentre nel caso della Corassori di via Newton c’è addirittura una sala bingo nella struttura che ospita la polivalente.
«Da questo punto di vista le cose vanno meglio, perché nell’ultimo anno diverse polisportive, a partire dalla Gino Pini, hanno deciso di liberarsi di slot e vlt, perché le macchinette creavano ambienti mal frequentati e poco sereni. Per quanto riguarda la Corassori, anche lei si dovrà adeguare alle novità, e dunque la sala bingo avrà sei mesi per chiudere o un anno per trasferirsi». (l.g.)
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