Congiuntivo da hit
Il congiuntivo ha un ruolo distintivo e si usa per eventi che non sono reali. È relativo a ciò che è soggettivo…” eccetera. Parole molto chiare, sembra un libro stampato, no? Sembrano parole tratte...
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Il congiuntivo ha un ruolo distintivo e si usa per eventi che non sono reali. È relativo a ciò che è soggettivo…” eccetera. Parole molto chiare, sembra un libro stampato, no? Sembrano parole tratte da una grammatica della nostra lingua. E invece no, colpo di scena: sono i versi di una canzone. Ma badate, non una canzone di qualche stramba (e benedetta) avanguardia trans-post-avant-pop che vuol mettere in musica i libri di scuola.
No, sono versi tratti da una canzone contemporanea, orecchiabile, col ritornello un sacco sticky, contagioso insomma, assai ben confezionata e sorretta da un video decisamente divertente.
Dietro questo piccolo gioiello c’è Lorenzo Baglioni (no, non è parente), da Grosseto, classe 1986, laureato in matematica, già supplente “di mate” alle medie, piacevolmente recidivo nel tentativo di divulgare attraverso la musica concetti scientifico-scolastici di non semplice digestione (dal teorema di Ruffini, a Keplero, fino a Mendel).
Stavolta però Baglioni ha fatto proprio il “botto”: la sua canzone “Il congiuntivo” sta attirando parecchia attenzione e simpatia sui social e si è guadagnata subito il plauso dell’Accademia della Crusca. Ed è pure finita sul palco di Sanremo (giovani, per ora): il grande altare della messa nazionalpopolare, proprio quella cathedra che forte di milioni di spettatori, da sempre riesce a imporre modi di dire, a creare mode e tormentoni (anche) linguistici.
Nel video, il giovane Baglioni parte da una considerazione ampiamente condivisibile: quanti amori franano (o non decollano) per deficienze grammaticali? È lecito bannare un innamorato se sul cuoricino ci scrive“ se io starei con te, sarei felice”? Noi non abbiamo dubbi: è lecito sì, severo ma giusto. E soprattutto è lecito provare - con una canzone fresca, ironica e ben concepita - a rieducare un popolo un po’ troppo grammaticalmente “distratto” come il nostro.
E già si vedono in rete i primi segnali del successo dell’operazione: video di questa canzone, utilizzata proprio con gli studenti, tra i banchi di scuola.
Vien da pensare che se io fossi il congiuntivo, sarei felice di vedermi insegnato così. E la perifrastica passiva? E il genitivo sassone in inglese? E l’ablativo assoluto in latino? Pensiamoci. Parolieri e compositori: il dado è tratto, la sfida è lanciata: avanti il prossimo!
Cristiano Zio Burp Callegari
esploratore musicale
No, sono versi tratti da una canzone contemporanea, orecchiabile, col ritornello un sacco sticky, contagioso insomma, assai ben confezionata e sorretta da un video decisamente divertente.
Dietro questo piccolo gioiello c’è Lorenzo Baglioni (no, non è parente), da Grosseto, classe 1986, laureato in matematica, già supplente “di mate” alle medie, piacevolmente recidivo nel tentativo di divulgare attraverso la musica concetti scientifico-scolastici di non semplice digestione (dal teorema di Ruffini, a Keplero, fino a Mendel).
Stavolta però Baglioni ha fatto proprio il “botto”: la sua canzone “Il congiuntivo” sta attirando parecchia attenzione e simpatia sui social e si è guadagnata subito il plauso dell’Accademia della Crusca. Ed è pure finita sul palco di Sanremo (giovani, per ora): il grande altare della messa nazionalpopolare, proprio quella cathedra che forte di milioni di spettatori, da sempre riesce a imporre modi di dire, a creare mode e tormentoni (anche) linguistici.
Nel video, il giovane Baglioni parte da una considerazione ampiamente condivisibile: quanti amori franano (o non decollano) per deficienze grammaticali? È lecito bannare un innamorato se sul cuoricino ci scrive“ se io starei con te, sarei felice”? Noi non abbiamo dubbi: è lecito sì, severo ma giusto. E soprattutto è lecito provare - con una canzone fresca, ironica e ben concepita - a rieducare un popolo un po’ troppo grammaticalmente “distratto” come il nostro.
E già si vedono in rete i primi segnali del successo dell’operazione: video di questa canzone, utilizzata proprio con gli studenti, tra i banchi di scuola.
Vien da pensare che se io fossi il congiuntivo, sarei felice di vedermi insegnato così. E la perifrastica passiva? E il genitivo sassone in inglese? E l’ablativo assoluto in latino? Pensiamoci. Parolieri e compositori: il dado è tratto, la sfida è lanciata: avanti il prossimo!
Cristiano Zio Burp Callegari
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