Gazzetta di Modena

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Beni confiscati, Formigine vuole accelerare

di Fabrizio Tosi
Beni confiscati, Formigine vuole accelerare

Il progetto pilota: i due alloggi, non ancora assegnati dallo Stato, destinati a donne e servizi sociali

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FORMIGINE. Formigine e la legalità, un impegno continuo che vedrà un ulteriore potenziamento con l'avvio di un progetto sui beni confiscati alla criminalità. Nei giorni scorsi infatti, a Bologna, il comune, rappresentato dal sindaco Maria Costi, ha preso parte alla prima conferenza dei “Servizi regionali”; l’appuntamento ha avviato un iter che metterà a disposizione degli enti locali un primo complesso di beni immobili sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

Quest’idea, ancora in corso di elaborazione, prevede la destinazione degli immobili presenti sul territorio comunale formiginese, tra cui si annotano un paio di appartamenti con le relative pertinenze, a iniziative destinate sia al contrasto della violenza sulle donne che ai servizi sociali.

Il progetto entrerà nella sua fase operativa, non appena l'Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati arriverà alla fase conclusiva, con il decreto di assegnazione del lotto a Formigine.

« Per noi, la destinazione sociale dei beni sottratti alla criminalità - afferma il sindaco Costi - è un principio di giustizia irrinunciabile. Siamo davvero orgogliosi di far parte di questo primo gruppo di enti locali, che con l’importante supporto dell’Assessorato alla Legalità della Regione Emilia-Romagna è riuscito a svolgere le pratiche per l’assegnazione dei beni. Si tratta di un tassello importante di giustizia che si aggiunge all’impegno di questi mesi con i protocolli siglati con la Prefettura e l’accordo di programma con la Regione per costruire una Formigine sicura e solidale».

La città si pone quindi tra gli undici Comuni della regione come capofila dell’esperimento ma è tutto il comprensorio ceramico ad essere interessato dall’affidamento dei beni confiscati alle mafie. Si ricorderà, infatti, come Maranello stia attendendo di poter entrare in possesso di una villa su cui il Comune ha già elaborato una prima bozza di progetto per poterla destinare a finalità sociali. Serviranno lavori di sistemazione ma la provincia di Modena continua ad attendere fiduciosa quelle assegnazioni che sono bloccate da anni e rischiano soltanto di trasformare i beni sottratti alla criminalità organizzata in simboli di un sistema di legalità che non funziona in modo adeguato.



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