Castelnuovo, in quattrocento gridano: «Basta schiavi»
Manifestazione della Cgil. Presente anche il sindaco che è stato contestato. Gli operai iniziano lo sciopero della fame
CASTELNUOVO. Ha avuto inizio ieri mattina alle 10.30 la manifestazione “Basta schiavi!” organizzata dalla Flai e dalla Filt-Cgil e che ha visto la partecipazione di circa quattrocento persone.
Non solo lavoratori e delegati sindacali di Modena e dell’Emilia Romagna, nelle prime ore del mattino sono infatti arrivati a Castelnuovo anche numerosi autobus con a bordo lavoratori provenienti dal Nord Italia. Mantova, Bergamo, Brianza, Trentino Alto Adige e poi ancora Piacenza, Ravenna, Ferrara, Cesena, Forlì, Reggio Emilia: sono queste le città da cui sono partite più di centocinquanta persone per supportare i lavoratori delle cooperative appaltatrici della Castelfrigo in sciopero da 63 giorni. Presenti anche i lavoratori della “Froneri” di Parma e della ditta Vapor Europe di Sassuolo.
«Non potevamo non esserci, questi ragazzi stanno facendo la storia», ha detto un lavoratore proveniente da Bergamo. Non sono mancate le durissime contestazioni dei lavoratori in sciopero nei confronti dei dipendenti diretti della Castelfrigo che, attraverso alcune finestre, hanno monitorato ciò che stava accadendo davanti i cancelli della ditta. Alle undici è poi partito il corteo e lungo il tragitto i lavoratori si sono fermati davanti la Gams Spa e la Villani, due ditte operanti all’interno del distretto della lavorazione delle carni, urlando “Basta cooperative, basta caporali, basta schiavi!”.
Dopo circa un’ora i manifestanti sono arrivati nella piazza centrale di Castelnuovo dove sono intervenuti i principali protagonisti di questa vertenza. Il primo a parlare è stato Marco Bottura, segretario della Flai-Cgil di Modena, il quale ha ribadito il perché sia stato scelto “Basta schiavi!” come slogan della manifestazione: «Abbiamo ascoltato storie di lavoratori umiliati dai caporali, veri e propri schiavi di padroni ricchi e arricchitisi grazie allo sfruttamento messo quotidianamente in atto nei confronti di questi dipendenti».
Dopo pochi minuti, in piazza, è arrivato anche il sindaco di Castelnuovo, Massimo Paradisi, il quale è stato duramente contestato: «Dove è stato in questi due mesi?», ha urlato al microfono Martin, uno dei lavoratori.
«Non lo abbiamo mai visto. Domani inizieremo lo sciopero della fame, perché senza stipendio siamo uomini morti. È giunto il momento che anche il sindaco venga a vedere in che condizioni siamo. Lo aspettiamo domani mattina davanti i cancelli della Castelfrigo».
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Il sindaco, tuttavia, ha preferito non intervenire e non rilasciare alcuna dichiarazione ufficiale, limitandosi a manifestare ancora una volta la propria solidarietà ai lavoratori «consapevole che ormai il tempo delle pacche sulle spalle è finito», ha detto Paradisi.
Umberto Franciosi, segretario regionale della Flai-Cgil ha invece ripercorso tutte le vertenze portate avanti dal proprio sindacato in questi anni, nel tentativo di porre in luce il sistema delle false cooperative presente in provincia di Modena e non solo.
«Adesso vogliamo delle risposte. Vogliamo capire perché non si è proceduto nonostante siano stati più volte individuati reati penali. Perché la Procura di Modena ha lasciato cadere tutto in prescrizione?», ha affermato Franciosi. «Dobbiamo chiamare in causa le ditte committenti e far loro assumere le proprie responsabilità».
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A chiudere la manifestazione le parole di Ivana Galli, segretaria nazionale della Flai-Cgil: «Il 18 dicembre è la giornata internazionale dei migranti e vedere questi lavoratori stranieri che stanno lottando con tutte le proprie forze è un qualcosa che deve farci riflettere sulle condizioni in cui versa il nostro Paese. Un Paese che fa distinzioni tra lavoratori di serie A e di serie B, e che attraverso tutta una serie di interventi legislativi ha permesso la riduzione in schiavitù dei lavoratori, una schiavitù che non ha bisogno di catene ma che agisce attraverso ricatti e lettere di licenziamento».
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