Gazzetta di Modena

Modena

Finale, Ferioli assolto, non pagherà 239mila euro

di Francesco Dondi
Finale, Ferioli assolto, non pagherà 239mila euro

I giudici non riscontrano il danno erariale per i servizi offerti al Comune dalla società Dwb di cui l’ex sindaco è socio

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FINALE. L’ex sindaco Fernando Ferioli non ha creato alcun danno erariale al Comune che amministrativa e non dovrà risarcirlo di 239mila euro (più interessi), ossia delle indennità percepite per gli incarichi di assessore e primo cittadino. Lo hanno sancito i giudici della Corte dei Conti che lo hanno assolto, condannando invece il Comune di Finale a liquidare le spese processuali di oltre 5mila euro.

Si chiude così la prima vicenda giudiziaria che ha travolto l’ex sindaco ancora molto amato - stando agli apprezzamenti incassati sui social - in paese. Il processo era partito dopo l’esposto degli ex consiglieri di minoranza, Maurizio Boetti e Maurizio Poletti, sui rapporti tra il Comune e la società Dwb, che fornisce servizi internet al municipio. Ferioli è socio - e per un certo periodo è stato anche amministratore - dell’azienda che ha continuato a lavorare con il Comune anche dopo la sua nomina ad assessore e poi a sindaco.

Nella tesi dei due consiglieri, fatta propria dalla Procura generale, Ferioli era incandidabile ed ineleggibile per quel conflitto d’interessi. Aveva sempre celato il suo ruolo in Dwb attraverso, sostiene l’accusa, un “mendace e doloso occultamento della sua situazione”.

Tesi respinta dagli avvocati difensori, Antonio Carullo e Giulio Guidarelli, che invece hanno portato a riprova delle proprie giustificazioni numerose deduzioni: Ferioli non aveva più deleghe operative all’interno della Dwb quindi era senza potere decisionale; aveva sensibilmente abbassato il proprio peso di quote, scendendo al 40%, la Dwb gli aveva staccato negli ultimi anni un solo dividendo da 5mila euro e soprattutto il rinnovo dell’accordo con il Comune proseguiva dal 2002 ininterrottamente su decisioni dei dirigenti comunali e non su indicazioni della Giunta o del Consiglio comunale. Anzi, il Consiglio, su sollecitazione della Prefettura, aveva respinto l’ “impeachment” del sindaco, non riscontrando alcun danno erariale anche perché la situazione patrimoniale di Ferioli - comprese le quote nella Dwb - era a portata di tutti, pubblicata sul sito del Comune.

I giudici della Corte dei Conti, pur evidenziando la situazione anomala, hanno invece optato per la buona fede dell’ex sindaco e soprattutto annotano come la Procura non abbia fornito alcuna prova sull’effettivo danno erariale pari al compenso degli emolumenti percepiti in veste di sindaco e assessore. Non vi è alcuna dimostrazione che Ferioli abbia soddisfatto interessi personali a discapito del Comune e gli investigatori si sono limitati ad “evocare un non consentito automatismo tra incompatibilità a svolgere le sue funzioni e il danno erariale”.
 

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