Gazzetta di Modena

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Il Conservatorio di Modena tra mura decrepite

di Stefano Luppi
Il Conservatorio di Modena tra mura decrepite

Il prof. Carpegna: «È un luogo di prestigio ma ridotto in cattive condizioni». Situazione a rischio: manca la manutenzione

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MODENA.  Dov’è il conservatorio musicale “Vecchi-Tonelli”? Domanda non peregrina, visto che dopo anni di apertura dell’istituto e dopo almeno quattro anni dalla richiesta di posizionarla, non c’è neppure una targa che spieghi cosa c’è dentro le storiche sale di Palazzo Santa Margherita. Siamo in via Goldoni, a un passo dal Teatro comunale e dalla statua di Big Luciano appena inaugurata, all’interno della scuola anni fa riunita con il Tonelli di Carpi.

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La situazione non è drammatica ma poco ci manca. Siamo davanti a un palazzo pubblico sul quale manca la manutenzione, come lamentano anche i docenti dell’istituto. Muri scrostati ovunque, crepe in vari punti, reti antipiccione rotte da tempo, un auditorium ben poco accogliente a causa di tendaggi rotti e sedie piene di macchie vecchie di decenni. Addirittura ci sono cardini rotti alle finestre delle aule. Insomma, così non va e non va anche perché spesso gli amministratori pubblici hanno parole positive per il pregiato lavoro della scuola che raccoglie circa 600 alunni (450 a Modena, il resto a Carpi) e una trentina di stranieri.

Entrando nella sede i muri appaiono in gran parte rovinati dall’umidità e c’è una pericolosa crepa alla base di una parete interna.

Ma la situazione peggiora se ci si affaccia all’auditorium, come illustra Massimo Carpegna, docente di formazione corale al Vecchi Tonelli: «Questo - spiega il prof. da anni all’istituto - è un po’ il biglietto da visita, anche all’esterno del nostro istituto. Spero che tanti sappiano che questo luogo è molto riconosciuto in ambito musicale e purtroppo vedo spesso le facce delle persone scandalizzate quando arrivano fisicamente nella sede. L’auditorium da 99 posti ha tende che non possiamo mai muovere perché presentano varie rotture, mentre i problemi causati dall’umidità li vedete tutti».

«Anche le sedie - prosegue Carpegna - andrebbero cambiate perché sono macchiate, indecorose. Per fortuna il direttore ha regalato alcune partiture che decorano le pareti. E dire che questo è un luogo dove tengono anche lezione numeri uno della musica come Raina Kabaivanska o il noto trombettista Andrea Tofanelli». Proprio Tofanelli ieri stava facendo lezione al momento della visita alla Gazzetta, a testimonianza che l’attività scolastica prosegue normalmente pur in una sede che tra l’altro si sta restringendo a causa degli “allargamenti” della vicina Delfini.

Ma è ai piani superiori che la situazione, se possibile, peggiora. «In vari punti - conclude il prof. Carpegna - come vedete la rete che evita l’entrata dei piccioni nelle nostre aule è consumata e non è mai stata sostituita. Ma noi qui siamo molto preoccupati anche per la situazione delle finestre che, come si vede bene, in varie aule presentano dei cardini che si stanno consumando. Che facciamo se si stacca la finestra?».

Ora il Comune pare deciso a correre ai ripari, anche se da quanto spiega il personale della scuola i lavori non verranno fatti durante le vacanze. Come sarebbe forse logico. E sono gli stessi docenti a spiegare come la “succursale” di Carpi, presso San Rocco, abbia invece avuto investimenti milionari.
 

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