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Italia delle slot/ Savignano, nel paese delle slot dove non c’è limite al gioco d’azzardo

di Luca Gardinale
Italia delle slot/ Savignano, nel paese delle slot dove non c’è limite al gioco d’azzardo

Due grandi sale aperte 24 ore tutti i giorni In tanti arrivano per giocare e non esiste alcuna ordinanza

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SAVIGNANO. Parla di una «popolazione composita, proveniente da un bacino geografico ben più ampio». Non si chiede, però, perché quella popolazione composita venga proprio lì, dall’ampio bacino a cui potrebbe attingere, a cercare il gioco a qualsiasi ora: forse perché non ci sono ordinanze che tentino in qualche modo di regolamentare l’azzardo?

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Il protagonista è Germano Caroli, sindaco di Savignano, che dopo la pubblicazione da parte della Gazzetta dei dati relativi al 2016 sul gioco d’azzardo che vedono il Comune al primo posto in provincia per rapporto tra spesa annua e residenti - la media è di 2017 euro per cittadino - sembra decisamente più preoccupato di smentire la veridicità dei numeri che di chiedersi perché quei dati sono così problematici.

Così, ieri il sindaco ha pubblicato sulla sua pagina Facebook una nota in cui, tralasciando le lezioni di giornalismo, si ricorda che «tutti coloro che abitano queste zone sanno bene che il luogo “incriminato” si trova al confine tra Vignola e Savignano, e che la clientela che vi afferisce non è certo costituita dalla sola popolazione autoctona che, in blocco, si reca nottetempo a tentare la sorte alle slot machine».

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Il primo cittadino, insomma, fa notare che Savignano non è un paese “di giocatori”, ma piuttosto un punto di passaggio in cui si viene a giocare da fuori. Il problema, però, è proprio quello: tanti giocatori vengono a giocare a Formica - in realtà le sale sempre aperte sono due e non una - perché non ci sono ordinanze (Modena ne ha approvata una ad aprile scorso, e molti altri Comuni si stanno adeguando) che regolino o almeno cerchino di limitare il gioco.

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Secondo il primo cittadino, però, «bisogna andare oltre le fredde cifre per indagare quali fenomeni si celino dietro i numeri: la massa di giocatori solitamente non è stanziale, ma è solita muoversi di zona in zona. Una migrazione direttamente proporzionale alle chiusure di altre sale gioco operate nelle zone limitrofe». Il sindaco fa quindi notare che il Comune ha attivato diverse iniziative per sostenere i giocatori: «Coloro che oggi lanciano veementi invettive moraleggianti - spiega ancora Caroli - forse non ricordano che fu proprio Savignano, oltre un anno fa, a varare uno sportello psicologico di sostegno, gratuito e anonimo, per tutti coloro che, caduti nel vortice della crisi, sono incappati nelle diverse problematiche che questa comporta, tra le quali anche la dipendenza dal gioco d’azzardo».

Per quanto riguarda la possibilità di dare regole alle sale da gioco, però, il primo cittadino ricorda che «le licenze sono rilasciate dalle Questure e i Comuni non possono intervenire con limitazioni, che porterebbero gli imprenditori a fare ricorso».
 

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