Gazzetta di Modena

Modena

Massaggi a luci rosse, chiuso centro a Formigine

di Francesco Dondi
Massaggi a luci rosse, chiuso centro a Formigine

I carabinieri mettono i sigilli giudiziari al “Tuina” di via Pascoli, un locale frequentato da uomini in cerca di compagnia femminile a pagamento

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FORMIGINE. Le pattuglie dei carabinieri non sono passate inosservate ai negozianti e residenti di via Pascoli che in pochi minuti hanno visto mettere i sigilli giudiziari al centro “Tuina” di via Pascoli. Un locale che offriva massaggi giapponesi, thailandesi, misto e a “4 mani” per un carnet di proposte che aveva attirato l’attenzione dei militari di Formigine.

E in effetti gli stessi vicini del negozio, gestito da cinesi, hanno confermato i sospetti su un’operazione ancora da completare e che porterà a qualche denuncia, quantomeno dei gestori. Il via vai di clienti era piuttosto intenso e se solitamente ai centri massaggi fanno ricorso soprattutto le donne per una cura del corpo tipica di chi tiene al proprio aspetto esteriore, al “Tuina” gli avventori maschili erano in numero sproporzionato. Un elemento che non è sfuggito ai carabinieri, i quali hanno alacremente lavorato su quel centro così sospetto.

Il fatto che siano stati diversi i posti di blocco in zona nell’ultimo periodo - almeno così raccontano chi vive tra via Pascoli e le strade limitrofe - dimostra una tecnica di indagine piuttosto diffusa in questi accertamenti. I militari non hanno voluto subito intervenire, fondandosi sul semplice sospetto che all’interno del centro massaggi si andasse ben oltre al servizio offerto ufficialmente, ma hanno cercato conferme, magari fermando i clienti che uscivano dal “Tuina” e chiedendo loro conto delle proposte che potevano ottenere. In questo modo è possibile ricostruire tutto il listino prezzi e fare una mappatura di ciò che le ragazze del negozio garantivano.

Scatteranno provvedimenti, si diceva, perché non è possibile offrire prestazioni sessuali in un locale inquadrato con altre finalità commerciali. Intanto si è iniziato con l’apporre i sigilli dei carabinieri al fine di interrompere la mercificazione del sesso. In secondo luogo si attendono eventuali denunce penali per induzione o sfruttamento della prostituzione dal momento che, i gestori, non potevano non essere a conoscenza di ciò che accadeva all’interno delle stanze create appositamente nel negozio di via Pascoli, che resterà chiuso almeno fino a quando non saranno circostanziate tutte le situazioni contestate. In abbinamento, com’è prassi, ci saranno anche accertamenti di natura amministrativa e sanitaria per verificare se l’attività di massaggi fosse svolta nel modo più corretto possibile a tutela dei clienti.

(ha collaborato

Fabrizio Tosi)
 

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