Per il recupero totale servono 400 milioni
Per Italia Nostra per completare il recupero del patrimonio culturale nell’intera area del cratere sismico mancano, secondo una attendibile valutazione di esperti consultati, circa 400 milioni di...
1 MINUTI DI LETTURA
Per Italia Nostra per completare il recupero del patrimonio culturale nell’intera area del cratere sismico mancano, secondo una attendibile valutazione di esperti consultati, circa 400 milioni di euro.
Secondo la storica associazione, a Modena presieduta dall’ex giudice Giovanni Losavio, la situazione sarebbe in chiaroscuro.
«La sintetica rassegna non esaurisce il quadro dei tanti edifici sia pubblici che privati - spiega Italia Nostra sui social media - che costituiscono il patrimonio culturale del Modenese danneggiato dal sisma risalente ormai ad oltre un quinquennio. È fondato il timore che si sia rinunciato al diffuso recupero? Noi esigiamo che sia invece integrale, un imperativo che discende dal principio di tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione dettato nell’articolo 9 della Costituzione».
Prosegue Losavio: «Non ha certo favorito il sollecito recupero degli immobili la condizione obbiettiva di sofferenza della Soprintendenza, le cui difficoltà funzionali per carenza di mezzi e personale sono state ulteriormente aggravate dalla recente riforma dell’organizzazione del ministero, quando invece l’emergenza post sisma avrebbe richiesto uno straordinario potenziamento. Neppure affrontati i progetti di maggiore impegno e degli ulteriori edifici danneggiati dal sisma, circa 20 a Modena, non si hanno notizie».
A Modena città, ad esempio, cantieri ne sono partiti e ne partiranno come ha illustrato in queste settimane il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. (s.l.)
Secondo la storica associazione, a Modena presieduta dall’ex giudice Giovanni Losavio, la situazione sarebbe in chiaroscuro.
«La sintetica rassegna non esaurisce il quadro dei tanti edifici sia pubblici che privati - spiega Italia Nostra sui social media - che costituiscono il patrimonio culturale del Modenese danneggiato dal sisma risalente ormai ad oltre un quinquennio. È fondato il timore che si sia rinunciato al diffuso recupero? Noi esigiamo che sia invece integrale, un imperativo che discende dal principio di tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione dettato nell’articolo 9 della Costituzione».
Prosegue Losavio: «Non ha certo favorito il sollecito recupero degli immobili la condizione obbiettiva di sofferenza della Soprintendenza, le cui difficoltà funzionali per carenza di mezzi e personale sono state ulteriormente aggravate dalla recente riforma dell’organizzazione del ministero, quando invece l’emergenza post sisma avrebbe richiesto uno straordinario potenziamento. Neppure affrontati i progetti di maggiore impegno e degli ulteriori edifici danneggiati dal sisma, circa 20 a Modena, non si hanno notizie».
A Modena città, ad esempio, cantieri ne sono partiti e ne partiranno come ha illustrato in queste settimane il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. (s.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google