Prefettura di Modena: «In quella casa che ospita i profughi è tutto in ordine»
Nell’edificio per profughi non ci sono topi. L’Angolo: «Stiamo ristrutturando: c’è una stanza sporca»
MODENA. «Ancora una volta ci hanno attaccato accusandoci di aver lasciato in degrado un nostro stabile. La verità? Ecco, guardate - dice aprendo una finestra al piano terra - sì, questa stanza con letti e valige è in cattive condizioni, ma solo perché stiamo ristrutturando tutto il resto del piano terra. E facciamo una parte alla volta. Arriveremo anche lì. Ma lì non ci abita nessuno. Non ci mangia e non ci dorme nessuno».
C'è rabbia e tensione tra gli operatori dell'associazione L'Angolo, che segue ben 21 rifugiati nell'edificio di via Emilia Ovest accanto alla rampa d'uscita della tangenziale. Sono stati accusati di far vivere gli ospiti in una topaia, accuse con tanto di fotografie di topi che girano dentro una stanza. E ora la Procura riaccende i riflettori su di loro. Come ha detto ieri mattina il procuratore capo Lucia Musti: «Da un anno stiamo proseguendo gli accertamenti sull'operato dell'associazione L'Angolo. Se ne occupa il pm Francesca Graziano. Inizialmente si trattava di una pura indagine conoscitiva, quindi senza indagati. Ma ora potremmo allargare il focus dopo queste nuove denunce pubbliche». La stessa Prefettura, poi, in una nota spiega che, al termine di controlli fatti subito dopo la denuncia, «non si è avuto modo di riscontrare a presenza di animali infestanti (topi e scarafaggi) né di rifiuti sparsi nel cortile o all’interno. Si riscontrano condizioni di adeguata vivibilità».
Insomma, L'Angolo è accusato di gestire male i soli per i profughi e quindi, lasciandoli vivere nella sporcizia, di maltrattarli. Ma è davvero così? Ma chi lavora in quella casa, anche se a nervi scoperti e di malumore, accetta di mostrare cosa accade. La palazzina antica è divisa in tre appartamenti: terra, primo e secondo piano. Oggi è il piano terra a trovarsi al centro di una lunga ristrutturazione e i 21 profughi seguiti con la Prefettura - l'unica istituzione che può controllare e che è chiamata a rispondere - sono tutti temporaneamente alloggiati nei due appartamenti superiori. «Ecco, è l'ingresso. Vedete quei water e lavandini per terra? Stiamo ristrutturando il bagno. La cucina è in fase avanzata. Guardate nelle stanze. Vedete quella parete? L'abbiamo appena intonacata ed eravamo arrivati alla pietra viva come si vede là. Non sono lavori di ristrutturazione questi? O è abbandono come dicono? E' possibile che abbiamo fatto tutto in quattro e quattr'otto dopo quelle foto? E allora perché non si è mostrato cosa c'era accanto a quella stanza? La verità è che stiamo sostituendo un tubo rotto che corre lungo la casa. È da giugno che ci siamo dietro. E' chiaro che non sono lavori che si fanno in due giorni", dice un operatore in tuta mostrando i restauri ma chiedendo di non fotografarli per non alimentare altre polemiche. «Il coordinatore dei lavori è stato in malattia per due settimane e quindi quell’unica stanza è stata effettivamente abbandonata ma solo per quel breve periodo. E solo nei giorni che sono state fatte le foto e i video. Ma quella stanza - precisa l'anonimo operatore dell'Angolo - sarà sistemata. Ovviamente faremo i lavori dopo aver finito i bagni e la cucina, che sono più importanti».
Spiega che i disagi per i 21 richiedenti asilo assistiti sono già notevoli: sono senza un bagno e senza una cucina a piano terra e devono dividersi i servizi dei piani di sopra. E sono tanti. «Sono lavori lunghi e costosi. Siamo dietro da quasi mezzo anno e ci sono costati già 25mila euro. Come si fa a dire che un intero appartamento è abbandonato? Quella stanza da letto con le valige lo è ma temporaneamente. Questa è la verità. Qui nessuno dorme o mangia tra topi e scarafaggi». Così conclude uno degli assistenti che abbiamo incontrato. Ora la magistratura verificherà come stanno le cose.
Carlo Gregori
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