Casa Regina Famiglia lascia villa Messerotti
Chiude il centro per madri e bambini vittime di violenze domestiche: la struttura è stata liquidata
2 MINUTI DI LETTURA
L’esperienza di vent’anni di assistenza per mamme e bambini vittime di violenze è al capolinea per quanto riguarda Casa Regina della Famiglia. La Regione a luglio ha ratificato la scelta della nuova dirigenza, nominata dal defunto vescovo Lanfranchi al posto del fondatore e confermata dal suo successore, per sciogliere una Fondazione che sinora si era occupata della gestione dei contributi tra sostenitori e benefattori. Nei giorni scorsi i due curatori nominati dal Tribunale per procedere alla liquidazione di quella struttura e di quell’esperienza, hanno proceduto con la massima celerità per smantellare quello che funzionava nell’assistenza diretta. L’ultimo atto, in ordine di tempo, è stato quello di bloccare il bancomat per le spese alimentari alle donne ospitate nella storica villa Messerotti-Benvenuti di Villanova, dove le educatrici continuano ad anticipare il necessario di tasca loro. Una fine amara per il fondatore dell’iniziativa, il gesuita don Remo Sartori, e per i collaboratori. A lui il suo Ordine affidò un’esperienza unica nel suo genere; per tutto questo tempo più di 300 donne, spesso con bimbi, hanno trovato un focolare che ha permesso loro di ricominciare una nuova vita. Ma cinque anni fa è bastata una lettera su fatti vaghi per spedire padre Remo in una casa di esercizi spirituali nelle Alpi, in isolamento; oggi, quasi novantenne, è in condizioni di salute precarie. Al tempo stesso la Diocesi di Modena ha sciolto le due associazioni laicali e religiose che erano state create da lui per affiancarlo nel lavoro. Oggi il patrimonio donato dall’anziana nobildonna ai Gesuiti, compresi lasciti valutati in diversi miliardi di lire, ha portato al restauro del settecentesco edificio di Villanova.
I gruppi di sostegno poi hanno raccolto nel tempo molti fondi che hanno portato al restauro e all’allestimento di cinque immobili, a Modena e provincia; in totale un patrimonio prudentemente valutato in circa 50 milioni di euro, già pronto per essere ceduto. (s.c.)
I gruppi di sostegno poi hanno raccolto nel tempo molti fondi che hanno portato al restauro e all’allestimento di cinque immobili, a Modena e provincia; in totale un patrimonio prudentemente valutato in circa 50 milioni di euro, già pronto per essere ceduto. (s.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
