Gazzetta di Modena

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Castelfrigo, scatta lo sciopero della fame

di Sara Donatelli
Castelfrigo, scatta lo sciopero della fame

In quattro dentro due camper per la protesta estrema dopo mesi di manifestazioni dei soci lavoratori della cooperativa

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CASTELNUOVO. Due camper ed una tenda, sono questi i luoghi in cui a partire da ieri pomeriggio rimarranno i soci-lavoratori delle cooperative appaltatrici della Castelfrigo. Martin, Chen e Tano hanno iniziato alle 17 lo sciopero della fame insieme a Marco Bottura, segretario della Flai-Cgil di Modena e saranno loro quattro a vivere all'interno dei due camper. All'interno della tenda, invece, si daranno il cambio circa venti lavoratori che affiancheranno coloro che hanno iniziato lo sciopero della fame. Coperte, stufe e bevande calde. Sono queste le armi di cui si sono dotati i lavoratori per avviare l'ennesima battaglia sindacale di una vertenza che va avanti dal 17 ottobre e che vede in questa ultima estrema decisione, quello dello sciopero della fame, una rivendicazione non violenta. «Ormai abbiamo preso questa decisione e non abbiamo intenzione di tirarci indietro», ha detto Martin. Una giornata lunga, quella di ieri, che ha visto i lavoratori in sciopero arrivare davanti i cancelli della Castelfrigo alle 4.30 del mattino per il consueto picchetto di fronte la ditta. Questa volta, però, i lavoratori che ancora prestano servizio all'interno dell'azienda non sono entrati dal solito cancello. I dirigenti della Castelfrigo hanno infatti aperto il parcheggio adiacente la ditta e tagliato la rete interna in modo tale da far passare gli operai dal piazzale retrostante evitando così contatti con i lavoratori che si trovavano a fare il picchetto. A mettere a disposizione i camper la Flai-Cgil Emilia Romagna mentre la tenda è stata fornita dalla delegazione di Modena ed é stata montata durante le prime ore del mattino. Nonostante le gelide temperature (alle 18 il maxi-termometro davanti la ditta segnava zero gradi) i lavoratori non hanno trattenuto l'entusiasmo all'arrivo dei camper. «Siamo orgogliosi di quello che stiamo facendo e non vogliamo fare alcun passo indietro - hanno dichiarato - Noi abbiamo ragione e faremo di tutto per ottenere ciò che ci spetta di diritto. Non dimentichiamo quello che abbiamo subito all'interno della ditta. Soprusi, violenze verbali, ricatti. È il pensiero di tutto questo che ci fa avere la forza di continuare». Dopo la manifestazione di lunedì, che ha visto scendere in piazza più di quattrocento persone, i soci-lavoratori entrano adesso nella fase più delicata della vertenza. Ma questo non sembra spaventarli. «Il gruppo é fortemente unito perché i valori in gioco vanno aldilá di una semplice vertenza sindacale ma sono i valori fondanti della nostra carta Costituzionale- ha affermato Umberto Franciosi, segretario regionale della Flai-Cgil-. Non abbiamo mai visto una forza del genere». Nessuna comunicazione, intanto, è arrivata dalle due cooperative, la Work Service e la Ilia D.A.,.che hanno confermato i 127 licenziamenti.

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