«Freddo e infiltrazioni La scuola ci fa ammalare»
di Valentina Corsini
Finale. Al Calvi lo sciopero con fuoco goliardico per il riscaldamento che non va «E al liceo fanno lezione a maniche corte». La Provincia: «Ci stiamo lavorando»
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FINALE. Dalle parti di Finale la generazione di studenti 2.0 vive da tempo una sorta di nuova Era glaciale. Tanto da accendere un focherello goliardico davanti all’istituto in cui si studia, sì, però… con i brividi. Non quelli per qualche interrogazione, ma per il gelo. Siamo all’istituto tecnico agrario Calvi. Dove ieri in 200 studenti hanno fatto sciopero - con striscioni, trombe e megafono - per protestare contro il freddo che c’è tra i banchi: «Nelle classi e in tutta la scuola si gela - spiega Arianna Filippetti, rappresentante d’istituto - la dirigenza fa lo scaricabarile dicendoci che è tutta colpa della Provincia. La preside ci ha assicurato che è compito della Provincia sistemare il riscaldamento che non va, e che chiama tutti i giorni per sollecitare ma che i tempi sono lunghi. Intanto è più di un mese che facciamo lezione con le mani ghiacciate e portandoci le coperte da casa. La nostra non è una protesta contro la scuola ma contro la Provincia: risolva questa situazione vergognosa».
Una situazione talmente “agghiacciante” che ha già messo ko più di un ragazzo: «Lo scorso weekend ero a letto con la febbre a 39 - tuona Marta Ganzarolli - è il colmo ammalarsi a scuola. E tanti altri non sono a fare sciopero con noi perché sono a casa ammalati. Il freddo non lo abbiamo solo nelle aule ma anche in palestra: è stato appeso un cartello che sconsiglia di fare ginnastica perché si gela».
«Io non faccio educazione fisica da almeno un mese perché in palestra il riscaldamento non va e la temperatura è di 10 gradi - conferma Rachele Molinari, rappresentante d’istituto - e nelle classi al piano superiore, oltre al freddo, ci sono anche delle infiltrazioni d’acqua. Da noi il gelo e al Morandi che è qui di fianco, invece, c’è così caldo che i ragazzi stanno a maniche corte...».
«Tre settimane fa ci avevano promesso molte stufette elettriche, ma ne è arrivata giusto qualcuna ed è insufficiente - si sfogano poi altri due rappresentanti d’istituto, Gianluca Lodi e Matteo Bellei - e la preside continua a dirci che per l’arrivo di una terza caldaia, da allacciare alle altre due già presenti, ci vuole tempo per via della Provincia. Come mai, allora, la scorsa settimana per il consiglio dei genitori c’era magicamente caldo?».
Sotto pressione, la Provincia ieri ha assicurato che «sono in corso dal 14 dicembre i lavori di installazione di una seconda caldaia, per aumentare le prestazioni dell'impianto. I lavori della ditta incaricata termineranno la prossima settimana. È previsto poi il potenziamento dell'impianto che in questi giorni viene tenuto acceso anche di notte. L'intervento relativo alla nuova caldaia era previsto da tempo con 30mila euro, è possibile realizzarlo solo ora per difficoltà di bilancio. Il guasto alla pompa di calore che riscalda la palestra sarà riparato entro giovedì 21».
Una situazione talmente “agghiacciante” che ha già messo ko più di un ragazzo: «Lo scorso weekend ero a letto con la febbre a 39 - tuona Marta Ganzarolli - è il colmo ammalarsi a scuola. E tanti altri non sono a fare sciopero con noi perché sono a casa ammalati. Il freddo non lo abbiamo solo nelle aule ma anche in palestra: è stato appeso un cartello che sconsiglia di fare ginnastica perché si gela».
«Io non faccio educazione fisica da almeno un mese perché in palestra il riscaldamento non va e la temperatura è di 10 gradi - conferma Rachele Molinari, rappresentante d’istituto - e nelle classi al piano superiore, oltre al freddo, ci sono anche delle infiltrazioni d’acqua. Da noi il gelo e al Morandi che è qui di fianco, invece, c’è così caldo che i ragazzi stanno a maniche corte...».
«Tre settimane fa ci avevano promesso molte stufette elettriche, ma ne è arrivata giusto qualcuna ed è insufficiente - si sfogano poi altri due rappresentanti d’istituto, Gianluca Lodi e Matteo Bellei - e la preside continua a dirci che per l’arrivo di una terza caldaia, da allacciare alle altre due già presenti, ci vuole tempo per via della Provincia. Come mai, allora, la scorsa settimana per il consiglio dei genitori c’era magicamente caldo?».
Sotto pressione, la Provincia ieri ha assicurato che «sono in corso dal 14 dicembre i lavori di installazione di una seconda caldaia, per aumentare le prestazioni dell'impianto. I lavori della ditta incaricata termineranno la prossima settimana. È previsto poi il potenziamento dell'impianto che in questi giorni viene tenuto acceso anche di notte. L'intervento relativo alla nuova caldaia era previsto da tempo con 30mila euro, è possibile realizzarlo solo ora per difficoltà di bilancio. Il guasto alla pompa di calore che riscalda la palestra sarà riparato entro giovedì 21».
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