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I giudici: «Vaccinate vostra figlia»

I giudici: «Vaccinate vostra figlia»

Si chiude la tormentata causa tra i due ex genitori: la bambina non ha problemi

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La bambina non ha alcun problema, come evidenziato dalla consulenza del medico nominato dal giudice. Quindi può e deve essere vaccinata. Questa la conclusione alla quale arriva nella sentenza, depositata ieri mattina, dai giudici del Tribunale di Modena che ha dovuto affrontare l’intricata causa avviata da due genitori di Modena oggi separati: il padre voleva vaccinarla e la madre no. Alla fine, dopo anni di dispute, il padre ha avuto ragione. Ma sulla base di riscontri medici preventivi e valutazioni sulla salute della figlia.

La causa ha richiesto tre anni, tra udienze, documentazioni e consulenze tecniche. Tutto ha avuto origine nel 2010, quando, nata da poco la bimba, i genitori si sono trovati di fronte alla decisione da prendere sulla sua vaccinazione. I due inizialmente erano d’accordo nel non vaccinare la neonata. Il padre in seguito ha cambiato idea e tra i due sono nate discussioni accese. Il padre ha insistito per vaccinarla ma la madre non lo faceva invocando il dubbio: poteva danneggiarla? Questo il marito nel 2016 ha tentato una conciliazione che però non è andata a buon fine si è rivolto al tribunale civile. La donna come consulente aveva portato in aula Stefano Montanari, uno dei punti di riferimento del mondo no-vax, il quale sostiene che i vaccini siano pieni di pericolose nanoparticelle.

Le carte hanno iniziato a moltiplicarsi, citazioni sui citazioni in questa materia spesso controversa e anche scientificamente aperta. Chi era per la vaccinazione e basta e chi insisteva sui possibili effetti dannosi della vaccinazione. Alla fine è risultata determinante la consulenza del perito nominato dal giudice. Come scrivono i giudici in sentenza, «La consulenza espletata ha ritenuto non lesive del diritto alla salute della figlia le ulteriori vaccinazioni, indicando l'insussistenza di controindicazioni alla somministrazione nei riguardi della minore, ritenendo che per ogni vaccinazione succitata il vantaggio consiste nella protezione dalla malattia e dalle sue conseguenze». Non è stato dunque rilevato per la bambina un rischio di effetti, reazioni o eventi che provochino danno irreparabili. «Tale danno - scrive il perito - è estremamente raro, e per estremamente intendo cifre da uno su diecimila a uno su un milione di dosi». A incidere sulla decisione, poi, come ricordano gli stessi giudici nel testo della sentenza, è stata l’introduzione della nuova legge che impone l’obbligatorietà della vaccinazione per chi frequenta le scuole dell’obbligo, come appunto la bambina modenese. L’obiezione di coscienza, scrivono infine i giudici, è sempre revocabile. «Adesso c'è la legge, non potevano decidere diversamente». Si limita a dire Mirella Guicciardi, legale della madre della bimba

Carlo Gregori

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