Il furgone portava 106 chili di marijuana
di Carlo Gregori
È il più grosso sequestro di droga: i sacchi di “erba” nascosti sotto il cassone bloccato da un congegno. Valore: 2 milioni
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È il più ingente sequestro di stupefacenti avvenuto a Modena negli ultimi anni: 106 chili di marijuana stipata in balle nascoste sotto il cassone di un vecchio furgone. Valore sul mercato: più di 2 milioni di euro. In carcere è finito il proprietario e trasportatore, un albanese di 32 anni. La Squadra Mobile continua le indagini per chiarire da dove venisse e dove fosse destinata.
Gli uomini guidati dal dottor Marcello Castello sono arrivati a mettere le mani sul carico quasi per caso, durante un controllo generico sui traffici di droga vicino all’autostrada.
Strano che un vecchio furgone cassonato da lavori edili, sporco e ammaccato, fosse parcheggiato tra auto lussuose e suv davanti alla Baia del Re. La Squadra mobile, che stava controllando la zona nei pressi del casello Modena Sud per osservare chi entra ed esce di notte, è rimasta colpita da quella stonatura. Forse con un accertamento alla reception si sarebbe chiarito se si trattava del mezzo lasciato temporaneamente in sosta da un artigiano rimasto in panne o di qualcosa altro. Durante un controllo sulla targa, al terminale della Sala Operativa della Questura è risultato che il mezzo piuttosto stagionato era di proprietà di un 32enne albanese residente a La Spezia, incensurato, regolare.
Alla recepion dell’hotel hanno detto il conducente era effettivamente lì, che aveva preso una camera e stava dormendo. Gli agenti della Quinta Sezione Antinarcotici sono entrati nella camera e hanno svegliato l’autista chiedendogli di mostrare il furgone. Questi ha eseguito dando la disponibilità la mezzo ma il controllo si è bloccato quando la polizia ha notato che il cassone era insolitamente alto e non si apriva.
Nonostante numerosi tentativi qualcosa bloccava la parte sottostante dove sicuramente c’era un vano. Il guidatore non collaborava. Allora è stato chiesto l’aiuto di Urka, il cane pastore antidroga della guardia di finanza di Modena, che ha fiutato e abbaiato segnalando la presenza di droga.
A quel punto il furgone è stato preso in consegna dallapolizia e portato in una officina specializzata di Modena. Gli artigiani hanno penato ma alla fine ieri mattina sono riusciti a trovare sotto il pedale della frizione un congegno elettronico azionabile con il piede che metteva in moto un complicato sistema idraulico-meccanico. I pistoni hanno sollevato il cassone e a quel punto è apparso qual’era il trasporto reale del furgone: un carico di marijuana. Anzi, il più grande carico da almeno quindici ani a Modena. Sacchi stipati in piccoli vani che contenevano spazio per quindici chili di marijuana alla volta (è una droga particolarmente ingombrante rispetto alle altre). In tutto, il carico pesava 106 chili per un valore generico di oltre 2 milioni. La marijuana era imballata in sacchi di plastica trasparente ricoperti di fasciature di scotch. Nessuna indicazione sopra. Solo qualche lettera e numero “di servizio” difficilmente decifrabili. Carichi tutti uguali di marijuana che all’apparenza è uniforme ed è della stessa coltivazione. Provenienza probabile: qualche serra del Nord Europa.
L’autista albanese è stato arrestato e portato in questura. Il dottor Castello e gli uomini della Antinarcotici hanno poi scoperto che quell’immigrato apparentemente irreprensibile aveva già incontrato altri connazionali sempre alla Baia Del Re, uno dei quali era noto come trafficante di droga leggera.
Il noto ristorante e hotel (ovviamente estraneo alle attività di traffico di droga) veniva insomma utilizzato come comodo punto di incontro appena fuori dall’autostrada del Sole, come del resto fanno tantissimi uomini d’affari.
Dove abbia caricato le balle di marijuana e dove fossero destinate, è ancora un mistero. Probabilmente la consegna doveva avvenite in Emilia-Romagna o poco distante, ma è presto per saperlo.
La droga ora sarà sottoposta a test di laboratorio per capire la qualità e la consistenza.
Gli uomini guidati dal dottor Marcello Castello sono arrivati a mettere le mani sul carico quasi per caso, durante un controllo generico sui traffici di droga vicino all’autostrada.
Strano che un vecchio furgone cassonato da lavori edili, sporco e ammaccato, fosse parcheggiato tra auto lussuose e suv davanti alla Baia del Re. La Squadra mobile, che stava controllando la zona nei pressi del casello Modena Sud per osservare chi entra ed esce di notte, è rimasta colpita da quella stonatura. Forse con un accertamento alla reception si sarebbe chiarito se si trattava del mezzo lasciato temporaneamente in sosta da un artigiano rimasto in panne o di qualcosa altro. Durante un controllo sulla targa, al terminale della Sala Operativa della Questura è risultato che il mezzo piuttosto stagionato era di proprietà di un 32enne albanese residente a La Spezia, incensurato, regolare.
Alla recepion dell’hotel hanno detto il conducente era effettivamente lì, che aveva preso una camera e stava dormendo. Gli agenti della Quinta Sezione Antinarcotici sono entrati nella camera e hanno svegliato l’autista chiedendogli di mostrare il furgone. Questi ha eseguito dando la disponibilità la mezzo ma il controllo si è bloccato quando la polizia ha notato che il cassone era insolitamente alto e non si apriva.
Nonostante numerosi tentativi qualcosa bloccava la parte sottostante dove sicuramente c’era un vano. Il guidatore non collaborava. Allora è stato chiesto l’aiuto di Urka, il cane pastore antidroga della guardia di finanza di Modena, che ha fiutato e abbaiato segnalando la presenza di droga.
A quel punto il furgone è stato preso in consegna dallapolizia e portato in una officina specializzata di Modena. Gli artigiani hanno penato ma alla fine ieri mattina sono riusciti a trovare sotto il pedale della frizione un congegno elettronico azionabile con il piede che metteva in moto un complicato sistema idraulico-meccanico. I pistoni hanno sollevato il cassone e a quel punto è apparso qual’era il trasporto reale del furgone: un carico di marijuana. Anzi, il più grande carico da almeno quindici ani a Modena. Sacchi stipati in piccoli vani che contenevano spazio per quindici chili di marijuana alla volta (è una droga particolarmente ingombrante rispetto alle altre). In tutto, il carico pesava 106 chili per un valore generico di oltre 2 milioni. La marijuana era imballata in sacchi di plastica trasparente ricoperti di fasciature di scotch. Nessuna indicazione sopra. Solo qualche lettera e numero “di servizio” difficilmente decifrabili. Carichi tutti uguali di marijuana che all’apparenza è uniforme ed è della stessa coltivazione. Provenienza probabile: qualche serra del Nord Europa.
L’autista albanese è stato arrestato e portato in questura. Il dottor Castello e gli uomini della Antinarcotici hanno poi scoperto che quell’immigrato apparentemente irreprensibile aveva già incontrato altri connazionali sempre alla Baia Del Re, uno dei quali era noto come trafficante di droga leggera.
Il noto ristorante e hotel (ovviamente estraneo alle attività di traffico di droga) veniva insomma utilizzato come comodo punto di incontro appena fuori dall’autostrada del Sole, come del resto fanno tantissimi uomini d’affari.
Dove abbia caricato le balle di marijuana e dove fossero destinate, è ancora un mistero. Probabilmente la consegna doveva avvenite in Emilia-Romagna o poco distante, ma è presto per saperlo.
La droga ora sarà sottoposta a test di laboratorio per capire la qualità e la consistenza.
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