Gazzetta di Modena

Modena

Emotion

Il segreto di... Marsala

di Martina Stocco
Il segreto di... Marsala

Se, nella nostra provincia, la tenuta Cà del Rio di Casinalbo è conosciuta soprattutto per le amarene prodotte nei terreni di famiglia, non meno importante è la produzione di aceto balsamico. «Le...

2 MINUTI DI LETTURA





Se, nella nostra provincia, la tenuta Cà del Rio di Casinalbo è conosciuta soprattutto per le amarene prodotte nei terreni di famiglia, non meno importante è la produzione di aceto balsamico. «Le prime botti risalgono agli anni Sessanta - ha esordito Ivo Piombini, titolare del ristorante Cà del Rio - e i vigneti, da cui si ricava il mosto per produrre aceto balsamico, sono biologici sia che si tratti di Grasparossa che di Trebbiano. Anni fa, quando è stato aperto il ristorante, abbiamo preparato una cinquantina di piccoli barili per avere la possibilità di servire al tavolo il nostro aceto».

Ed è proprio a proposito di barili, che Piomibini, instancabile imprenditore formiginese con la passione per la natura e per il verde, che coltiva fin fa giovanissimo, ci vuole svelare una curiosità. «Anni fa mia moglie e i suoi familiari, essendo dei ristoratori - ricorda - ricevevano dei piccoli barili di Marsala, direttamente dalla Sicilia. Ora, i pochi barili rimasti sono quelli che utilizzo per far invecchiare una parte del mio aceto balsamico: il risultato è eccellente, perché si sentono profumi e aromi di entrambi i prodotti». Ma, nell'azienda agricola, oltre al ristorante-pizzeria, all’hotel annesso e al vigneto biologico, c’è posto anche per più di tremila piante di amarene, una tartufaia e diverse colture che variano a rotazione.

«Pur essendo un imprenditore meccanico - spiega - il mio hobby rimane la campagna. Per questo motivo, anni fa, sono state piantate le amarene dalle quali si ricavano tanti differenti prodotti». Quali? «Oltre alle amarene appena raccolte o denocciolate - risponde Piombini - produciamo composte, marmellate, il succo da bere di amarene e l’amarenino, il liquore all’amarena. Da ultimo abbiamo creato i cosiddetti “sughi di amarene”, che altro non sono che l’equivalente dei sughi d’uva, ma con le amarene. È una novità, ma piace molto perché avendo un sapore dolce e aspro allo stesso tempo, possono essere abbinati a tanti diversi piatti della nostra tradizione come le crescentine e il gnocco fritto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google